BOLZANO. Si è presentato nel negozio «Compro Oro» di piazza Verdi con una moneta che ha tentato di spacciare per oro massiccio e, dunque, di vendere ad un prezzo adeguato. In realtà si trattava di un tentativo, anche piuttosto maldestro, di truffa, sventato per il fiuto del commerciante ed il pronto intervento degli agenti di polizia.

Nella rete degli inquirenti sono finite tre persone: due cittadini macedoni ed una donna di origine belga. E’ molto probabile che i tre stessero architettando una serie di truffe proprio ai danni dei gestori dei negozi «Compro Oro». La piccola banda da qualche giorno aveva messo radici nella nostra regione.

Qualche giorno fa lo stesso macedone che è stato fermato e denunciato a Bolzano (dopo il tentativo di truffa al negozio di piazza Verdi) aveva colpito qualche giorno fa a Trento ove il tentativo di raggiro era perfettamente riuscito. E’ stata l’organizzazione della catena dei negozi «Compro Oro» a far saltare il secondo tentativo di truffa, A Trento il giovane macedone, E.H. di 34 anni, era riuscito a piazzare una catenina che avrebbe dovuto essere in oro ed in realtà era solo dorata. Un prodotto di poco superiore alla semplice bigiotteria che lo straniero era riuscito a farsi quotare in 700 euro. Consegnata la somma, il commerciante si era accorto successivamente di essere stato frodato.

Grazie al sistema di lavoro dei negozi della catena, il giovane macedone era però stato segnalato a tutti gli eserecenti del gruppo. Per vendere un oggetto d’oro, infatti, il venditore deve obbligatoriamente farsi identificare e farsi registrare sulla base di un documento di identità valido. Il giovane macedone, dunque, era stato individuato e segnalato (con relativa fotografia del documento)a tutti i negozi della catena come autore di una vendita truffaldina. Quando il giovane l’altro giorno è entrato nel negozio di piazza Verdi asserendo di voler vendere una moneta antica di oro massiccio, il titolare dell’esercizio lo ha riconosciuto.

Senza far insospettire il macedone, il commerciante ha preso tempo, ha finto di avviare una trattativa mentre nel frattempo è riuscito ad avvisare la polizia. Sul posto si sono subito portati alcuni agenti delle «Volanti» (coordinati dalla dottoressa Gambardella) che hanno fermato lo straniero il quale è stato portato in Questura, identificato e denunciato.

Gli inquirenti hanno però capito che l’uomo probabilmente non era in città da da solo (tra il resto era vestito solo con una felpa, era senza telefonino ed in possesso di una patente falsa). Denunciato a piede libero, è stato rimesso in libertà ma subito pedinato da alcuni agenti in borghese proprio per verificare la presenza di complici. In effetti dopo circa mezz’ora il giovane, che era tornato nella zona di piazza Verdi, è salito su un’auto con targa belga con a bordo altre due persone che sono state subito fermate e identificate. Si tratta di U.P., altro cittadino macedone di 36 anni e di una donna belga, V.R. di 38 anni.Nell’auto gli agenti di polizia hanno trovato altre dieci monete di oro fasullo e 800 euro in contanti.

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