BOLZANO. Vivono a Bolzano da 20 anni, hanno un lavoro, una bellissima famiglia di 4 figli minorenni, tutti nati a Bolzano e che studiano con profitto nelle scuole cittadine, ma da dieci giorni dormono in una macchina. La storia di Anna e Erjon Janina è la fotografia di quella disperata situazione abitativa del territorio alla quale non ci si può rassegnare. È la storia di una coppia di origini albanesi che vive da due decenni in città, mettendo al mondo 4 altoatesini, uno di 17 anni, uno di 12 e due gemelli di 9 anni. Lui autista, dipendente della catena Despar, guadagna abbastanza per condurre una vita tranquilla, senza sfarzi ma dignitosa. Questo almeno fino a dieci giorni fa quando il proprietario dell'appartamento in cui vivevano da anni in via del Ronco pagando un affitto di 750 euro mensili oltre a 150 di spese condominiali, li ha sfrattati, non per morosità, ma perché l'appartamento serviva alla figlia. Da quel momento la serenità della famiglia si è frantumata come un vaso di cristallo colpito da una martellata. «Già da molto prima dello sfratto abbiamo iniziato a cercare un appartamento, anche più piccolo, anche con un affitto più alto, ma senza alcun risultato» ricostruisce l'uomo.

Poi, dieci giorni fa, è arrivata la data fissata per lo sfratto e non c'era un "piano B". «Siamo stati costretti a smembrare la famiglia lasciando due nostri figli a casa di amici e gli altri due a casa di altri amici, così loro hanno un letto assicurato e possono continuare ad andare a scuola». I coniugi, invece, per alcuni giorni hanno dormito in albergo. «Ma non ci potevamo permettere di pagare una stanza d'albergo a lungo». Quindi hanno cominciato a dormire nella loro macchina in strada. Stendono i sedili, si coprono con delle coperte e passano la notte sul ciglio di una strada in attesa dell'alba per andare a lavorare. «Abbiamo cercato una casa a Merano, Salorno e in tutte le cittadine del comprensorio che si trovano a una distanza da Bolzano da permettere ai figli di frequentare la scuola. Non appena venivano a sapere che avevamo 4 figli ci chiudevano la porta in faccia».

Anche rivolgersi alle istituzioni è servito a poco.«I servizi sociali ci hanno indirizzato alla Caritas e all'associazione Volontarius ma nessuno aveva una soluzione. I servizi sociali ci hanno offerto dei soldi ma, senza neanche chiedere la cifra, abbiamo rifiutato perché non vogliamo l'elemosina. Vogliamo una casa, pagare l'affitto e vivere la nostra vita con i figli sotto lo stesso tetto». L'alternativa è sradicare i loro figli dalla terra in cui sono nati e tornare in Albania. «Abbiamo ormai poco tempo per decidere. Senza una soluzione dovremo andar via». Er. Am.