BOLZANO. «Ecodoppler, dermatologia, colonscopia ecc. le attese sono infinite. Le gravi carenze a livello operativo ed organizzativo dell'Asl pregiudicano la qualità del servizio pubblico». Parla così Elio Dellantonio, già primario del Serd e oggi referente Sanità Pd. «Da informazioni verificate segnaliamo che per una visita programmata con ecodoppler ai vasi del collo, il Cup ha proposto un paio di settimane fa a Bolzano un primo appuntamento a dicembre 2027 (attesa di 15 mesi) e, sempre in convenzione, a gennaio 2027 alla Brixana di Bressanone (4 mesi d'attesa). A distanza di alcuni giorni il paziente ha ricontattato il Cup col primo appuntamento a Bolzano sceso al 19 maggio 2027 (otto mesi) ed il 20 gennaio 2027 a Brixana (quattro mesi). A pagamento era disponibile una visita in meno di 5 giorni a Bolzano e non ci sarebbero stati problemi per altre date, sempre a pagamento. A dicembre 2026 un paziente di Merano sarà sottoposto ad ecodoppler al Tappeiner, esame che aveva prenotato ad aprile 2025 (20 mesi)».

Sempre più pazienti rinunciano alle cure

Problemi, dice il referente Sanità Pd, anche per le visite specialistiche dermatologiche «abbiamo appurato che non vi è posto da nessuna parte, escluse le prioritarie» e anche per le colonscopie «si va alle calende greche». Per Dellantonio malattie non curate comportano il peggioramento dello stato di salute visto che sempre più pazienti rinunciano alle cure. «Carenza di risposte specialistiche a livello territoriale ed i lunghissimi tempi d'attesa contribuiscono, per mancanza di cure in tempi ragionevoli, all'insorgenza di acuzie. Queste situazioni - dice - non sono degne di un sistema sanitario pubblico che fino a 20 - 25 anni fa era organizzato e funzionava benissimo e che viene finanziato con quasi 2 miliardi di euro all'anno, il doppio rispetto ai primi anni del 2000, il 70% in più della media nazionale. Non ci meritiamo liste così lunghe e non dovrebbe essere possibile con le potenzialità e le risorse di cui disponiamo. È naturale che i pazienti spesso costretti, a ricorrere nei lunghissimi tempi d'attesa, per disperazione, ai Pronto soccorso intasandoli, mentre chi se lo può permettere si rivolge a pagamento alla medicina privata. Una situazione impensabile - dice il medico - ai tempi di Saurer e Durnwalder quando professionisti e commercianti di Bolzano si rivolgevano alla sanità pubblica come i contadini della val Sarentino e gli operai ed i tempi di attesa erano per tutti contenuti e ragionevoli. Non è colpa dell'assessore alla Sanità Hubert Messner, è colpa dell'organizzazione Asl».

Richieste salite del 10% e calano i tempi d'attesa

Messner fa sapere che le attese sono diminuite e questo nonostante le richieste di appuntamenti siano aumentate di quasi il 10%, passando dalle 144.000 del 2024 a più di 156.000 del 2026. «Investiamo tantissimo in risorse umane, formazione e infrastrutture e monitoriamo i dati - dice l'assessore. Prendiamo le prestazioni prioritarie (da eseguire entro 10 giorni), che mi stanno a cuore perché dobbiamo dare risposte rapide: i servizi erogati sono saliti dal 78% del 2024 all'84% del 2025. Attualmente l'indice di rispetto dei tempi si attesta all'85% (dati di giugno 2026)». Migliorate le prestazioni differibili (entro 30 giorni). «Siamo passati da un indice di rispetto dei tempi del 74% (2024), all'83% del 2025». Quelle programmate (entro 120 giorni) hanno un indice di rispetto tempi dell'89% (erano all'83%). «E dobbiamo fare di più, lo sappiamo bene. Tante però le richieste inutili».

Troppe visite inutili

La "Relazione sulla performance 2025", appena pubblicata dall'Asl, fa sapere che per tagliare le code sono state avviate, tra le altre cose, analisi sui comportamenti prescrittivi dei medici di famiglia. La lente è caduta su alcune prestazioni considerate particolarmente critiche, come visite dermatologiche, esami gastroenterologici e risonanze magnetiche. L'Azienda è al lavoro per individuare le richieste non necessarie.

No alla visita anche se c'è posto in altri ospedali

In diversi casi le strutture poi mettono a disposizione visite ed esami con tempi relativamente brevi, ma una parte di questi appuntamenti non viene accettata o utilizzata. Il cittadino-utente non si sposta lontano da casa - chiude Messner .- per fare una visita. Preferisce aspettare a volte mesi e protestare.