BOLZANO. E’ raro trovare perfettamente d’accordo tutte le componenti che contribuiscono al funzionamento della macchina della giustizia. A Bolzano, però, giudici, avvocati e pubblici ministeri sono tutti convinti che non si possa continuare a convivere con un servizio di verbalizzazione che fa acqua da tutte le parti. La situazione è letteralmente precipitata dopo che, la scorsa estate, la gara nazionale per l’assegnazione del servizio di stenotipia in tutti i tribunali d’Italia ha rivoluzionato l’organizzazione del tribunale penale di Bolzano.

Dal tre luglio, infatti, il servizio è passato di mano ed il consorzio locale “Astrea” , dopo dieci anni di collaborazione qualificata e perfettamente in sintonia con le esigenze dei magistrati altoatesini, è stato costretto a passare la mano. La gara infatti è stata vinta da un consorzio concorrente nazionale che, sostanzialmente, è un contenitore con varie cooperative, per lo più specializzate nei servizi di pulizia e raccolta rifiuti urbani. Dalla scorsa estate si sta occupando anche delle verbalizzazioni nei processi penali e civili in tutta Italia, compreso il tribunale di Bolzano.

I nuovi incaricati del servizio non hanno però fatto i conti preventivamente con la necessità di avere operatori in gradi di trascrivere quanto accade in aula anche in lingua tedesca. Le conseguenze si stanno rivelando una vera e propria palla al piede per giudici e avvocati bolzanini per il semplice motivo che non vi è più la garanzia che quanto trascritto nel verbale d’udienza corrisponda effettivamente a quanto avvenuto e detto in aula.

Non è un problema di poco conto se si pensa che i verbali sono determinanti per una valutazione, ad esempio, di una testimonianza risultata magari decisiva per l’esito di un processo. Non solo. Una verbalizzazione approssimativa mette a repentaglio anche i diritti di difesa degli imputati posto che i giudizi di secondo grado e in Corte di Cassazione si svolgono quasi esclusivamente sulla rilettura delle carte del processo. Giudici e avvocati, dunque, sono ormai decisi a dare battaglia. Da ottobre ad oggi sul tavolo dei magistrati sono giunte verbalizzazioni in alcuni casi imbarazzanti con nomi storpiati o concetti incomprensibili. La situazione è resa ancor più ingarbugliata per il fatto che può anche capitare che i testimoni chiamati a deporre parlino il dialetto sudtirolese. Non va poi dimenticato che i nuovi responsabili del servizio il più delle volte non verbalizzano direttamente in aula utilizzando la stenotipia (come accadeva nell’80 per cento dei casi con il precedente consorzio) ma si limitano a registrare le udienze su supporto digitale per poi affidare in esterno la trascrizione dell’audio, coinvolgendo probabilmente persone che non sanno neppure di cosa si stia parlando. Un sistema che avrebbe anche rallentato la messa a disposizione delle verbalizzazioni.

Preso atto della situazione, il consorzio nazionale che attualmente gestisce il servizio si sarebbe detto disponibile a rinunciare al tribunale di Bolzano affidando il lavoro in subappalto al consorzio locale “Astrea” che aveva dovuto farsi da parte e che gode della piena fiducia dei giudici. La situazione sarebbe stata affrontata qualche giorno fa in sede ministeriale a Roma senza però raggiungere alcun accordo.

A questo punto la Camera Penale di Bolzano (a cui sono iscritti oltre 100 avvocati penalisti altoatesini ha deciso di mobilitarsi. Per i prossimi giorni è stata indetta un’assemblea di tutti i legali che potrebbero anche proclamare un’agitazione con ricorso all’astensione dalle udienze in segno di protesta. Con pieno consenso anche dei giudici.

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