BOLZANO. Dopo otto processi - due davanti al giudice del lavoro, due in Corte d’appello, tre in Cassazione e l’ultimo ieri in Corte d’appello - si chiude la vertenza, iniziata otto anni fa, tra la Fimmg nazionale e provinciale - il sindacato che rappresenta i medici di famiglia - e la Provincia con l’ufficializzazione davanti ai giudici del ritiro da parte di quest’ultima dell’accordo che disciplina il contratto dei medici di base. Entro l’anno, aveva annunciato solo pochi giorni fa l’assessore provinciale Martha Stocker, stipuleremo un nuovo contratto.

Soddisfatto l’avvocato Francesco Caroleo, legale della Fimmg nazionale, che ha seguito dall’inizio la vertenza: «Per noi è una giornata storica, in quanto si è stabilito un principio fondamentale ovvero che, contrariamente a quanto fatto dalla Provincia, anche in Alto Adige devono trovare applicazione gli accordi collettivi nazionali e la Provincia può regolare autonomamente solo aspetti collaterali a quelli già definiti con accordi nazionali».

In concreto cosa cambia per i 230 medici di famiglia altoatesini e per i pazienti?

«In base all’accordo ora annullato dalla Provincia - spiega l’avvocato Caroleo - ogni medico poteva avere fino a duemila assistiti, ma dovendo recepire le disposizioni valide a livello nazionale si dovrà scendere a 1.500. Ciò rappresenta un’opportunità per i giovani medici».

Peter von Sontagh, tra i promotori assieme a Luigi Rubino e Domenico Bossio, rispettivamente segretario e vice della Fimmg, ha calcolato che riducendo il tetto massimo degli assistiti serviranno circa 200 nuovi medici.

Ma il nuovo accordo non rischia di penalizzare i “vecchi” medici?

«No perché - assicura il legale - dovendo recepire anche qui il contratto nazionale i medici potranno beneficiare di una serie di bonus economici, come quelli previsti per i pazienti con meno di 14 anni e i professionisti che si associano. Saranno previste inoltre particolari tutele per la donna medico che andando in aspettativa oggi non percepisce nulla». Tutto bene dunque se non fosse che l’Avvocatura della Provincia ha annunciato ieri nell’udienza in Corte d’appello l’intenzione di voler pignorare lo stipendio dei medici promotori dei ricorsi, per il recupero di piccole somme dovute a titolo di rimborso delle spese legali per un giudizio collaterale rispetto alla vertenza principale.

«Si tratta di una ritorsione, di un atto di ostilità - dice l’avvocato Caroleo - al quale speriamo che la Provincia rinunci, visto che si farà poi una compensazione quando, fra un anno, ci saranno le motivazioni della sentenza. È il momento di inaugurare una stagione nuova di rapporti tra la Fimmg e la Provincia».(a.m)