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BOLZANO. Ogni inizio porta con sé una nuova prospettiva. La campanella che trilla più forte, in quest'alba di anno scolastico, è ancora quella del plurilinguismo. Progetti all’insegna della continuità per tutti gli istituti comprensivi: dalle tradizionali Manzoni arrivando alla scuola primaria “Langer” nel rione di Firmian da dove arrivano segnali importanti per la didattica, ma anche per la vita sociale che i bolzanini si attendono. Già dall'anno scorso, infatti, è attiva all'interno della scuola italiana una sezione delle elementari tedesche “Pestalozzi”. Segue il suo percorso formativo basata sul piano dell'offerta dell'istituto comprensivo tedesco, ma vive immerso nella realtà italiana. Significa che i bambini tedeschi entrano, escono, fanno pausa e vivono centinaia di momenti assieme a quelli italiani. Un progetto che piace alla popolazione tedesca (che ha confermato agevolmente una nuova sezione anche quest'anno), ma che ha letteralmente conquistato quella italiana. Per di più in una zona piuttosto popolare. Dalle due sezioni di primaria gestite direttamente dall'istituto comprensivo Bolzano 2 (che raggruppa anche le Don Bosco e le medie Ada Negri) si è passati a tre nuove prime. «Abbiamo ricevuto una quantità considerevole di richieste – conferma il dirigente Paolo Lorenzi – a così abbiamo deciso di fare uno sforzo istituendo una classe in più in via straordinaria. Il vivere a contatto è stimolato continuamente da gite comunitarie, progetti comuni e momenti insieme».
Intanto nella palestra della scuola Don Bosco, come negli altri istituti della città, ronzano le emozioni del primo giorno. Sono 16.699 gli studenti rientrati ieri nelle classi italiane. Un momento particolare per chi si trova al primo giorno dei primi giorni: l'ingresso dei più piccoli alla scuola primaria. «L'accoglienza è morbida – ci spiega Lorenzi – perchè bisogna inserire i bambini nel contesto scuola. Vale per tutti. A quel punto comincia un percorso di sviluppo e ricerca delle singole capacità e potenzialità. Cerchiamo di renderlo possibile attraverso il potenziamento di attività linguistiche, ma non solo. Certi talenti possono emergere nei laboratori, nell'uso delle tecnologie, nella pratica sportiva o nella musica». Compito non facile per gli insegnanti. «No, non è semplice – conferma Lorenzi – ma credo che la figura del docente sia un po' mutata in questi anni. Non è più solo chi insegna qualcosa di nuovo, ma riveste anche una figura di accompagnamento verso l'età più matura».
Tra i genitori, invece, si respirano attesa e curiosità. “Il primo giorno di scuola è sempre un passaggio che tocca le corde del sentimento. Mio figlio lo aspettava da tutta l'estate – racconta Cinzia Giaimo assieme a Mirco Mattei e Isabella Lorenzini – ora speriamo che mantenga lo stesso entusiasmo per tutta la sua carriera scolastica. Per il restol’auspicio è sempre che siano seguiti bene dalle maestre e che possano sviluppare quelle competenze linguistiche tanto determinanti nel mondo del lavoro di oggi». Stessa predisposizione d'animo per Isabel Minisini e Patrizia Rosati. «Persino i cani oggi erano nervosetti a casa – scherzano – ma è bello portare i propri figli a cominciare questa avventura. La scuola altoatesina fa essere ottimisti sulle capacità formative, quindi non abbiamo particolari preoccupazioni». Pratico è Andrea Bonadio: “Certo, mi interessa che impari bene le lingue e il tedesco, ma considerando che mia figlia comincia oggi la prima direi che puntiamo prima di tutto a saper leggere e fare di conto». Passo per passo. Campanella per campanella.
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