BOLZANO. Negozianti e residenti di via Alto Adige sul piede di guerra. Prima anni di cantiere Waltherpark, adesso lo spostamento degli autobus, «che sta creando gravi difficoltà in termini di sicurezza, inquinamento e vivibilità». Chiedono un sopralluogo urgente a Comune e Provincia, perché non hanno nessuna intenzione di tollerare, con il previsto orario invernale, il passaggio fino a 1.636 autobus al giorno.Comune e Provincia, dopo innumerevoli rimostranze, hanno compreso e finalmente annunciato che riporteranno il 10A e il 10B a fermare di nuovo in Stazione, e promettono ulteriori migliorie per garantire un servizio pubblico efficiente ed efficace. Intanto Rudi Benedikter (Verdi) chiede che anche le importanti linee per il "westend" di Bolzano - la 3 (Casanova), la 5 (Firmian), la 7A/B (Aslago) e la 1 (via Fago) - tornino in Stazione. «È assurdo - dichiara - scollegare le fermate dei mezzi di trasporto pubblico urbano dal nodo ferroviario della Stazione e subordinarle agli interessi logistici di un centro commerciale privato». Adesso però scendono in campo anche i negozianti e i residenti di via Alto Adige. Hanno scritto una dura lettera al sindaco Claudio Corrarati, al vicesindaco e assessore all'urbanistica Stephan Konder, all'assessora alla mobilità Johanna Ramoser e all'omologo provinciale Daniel Alfreider.«Noi residenti e commercianti di via Alto Adige - scrivono le portavoce Lucia Bonometti e Heidi Brugger - desideriamo portare all'attenzione una situazione di crescente disagio legata ai cambiamenti nella mobilità urbana introdotti con la realizzazione del progetto WaltherPark». Lo spostamento delle fermate e l'aumento del traffico degli autobus lungo via Alto Adige, sostengono, «stanno già ora generando gravi difficoltà in termini di sicurezza, inquinamento e vivibilità». E non è mica finita qui, perché il nuovo orario invernale, anticipano le portavoce, «prevede fino a 1.636 passaggi giornalieri di bus, con picchi nelle ore di punta che trasformeranno la strada in un corridoio di traffico pesante proprio davanti alle nostre abitazioni». I marciapiedi, vanno oltre, «soprattutto davanti al civico 19, risultano affollati e poco accessibili, in particolare per le persone anziane, con mobilità ridotta o con passeggini». E tutto questo, tengono a rimarcare le portavoce, senza che il centro commerciale sia ancora in funzione. «Tali modifiche sono avvenute - a nostro avviso - senza un adeguato coinvolgimento della cittadinanza, e penalizzano fortemente la qualità della vita nel quartiere». La deviazione delle linee autobus su via Alto Adige, rimarcano, «è avvenuta senza alcuna informazione preventiva ai residenti direttamente interessati. Il cambiamento è stato attuato improvvisamente -- e per di più prima del completamento dei lavori stradali in corso. Le conseguenze sono evidenti: aumento del rumore, disagi nell'accesso e situazioni potenzialmente pericolose in un'area ancora soggetta a cantieri». Da anni, ricordano, «viviamo con pazienza e tolleranza i disagi di un cantiere imponente davanti a casa nostra. Tuttavia, subire un ulteriore cambiamento così significativo, senza essere stati minimamente coinvolti o informati, è inaccettabile».A nome di residenti e commercianti, Bonometti e Brugger chiedono «quindi con urgenza un sopralluogo pubblico e trasparente con i rappresentanti politici competenti, per mostrare direttamente le criticità presenti e discutere insieme possibili soluzioni». A loro detta, a questo punto «serve un ripensamento concreto e partecipato».