BOLZANO. La petizione online con oltre 4.500 firme si è rivelata insufficiente. E le trattative - avviate dal Comune per consentire il passaggio almeno ai pedoni, tranne che nei due mesi della vendemmia e della raccolta delle mele - hanno tutta l’aria di essere fallite. Almeno per il momento. Perché la Leege Fagen Gries Quirein - ossia il consorzio di miglioramento fondiario dell’ormai ex cuneo verde, dove oggi sono molte di più le ville chic dei masi contadini - ha definitivamente fatto chiudere il cancello di via della Vigna allo sbocco verso via Mendola. D’ora in poi passa soltanto chi dispone di chiave o telecomando. Il tutto monitorato da telecamera di videosorveglianza. Che però non scoraggia chi vuole passare lo stesso, scavalcando a lato.

La voce a Gries si è propagata alla velocità della luce. Ma non tutti sanno. C’è chi arriva in bici da via Vittorio Veneto e vorrebbe andare per lavoro verso viale Druso, ma niente. Chi arriva da via Mendola a piedi, o col cane, o correndo. Arrivano e si trovano di fronte il cancello chiuso. Cancello la cui predisposizione era iniziata al termine della scorsa estate e che finora era rimasto aperto, probabilmente anche in attesa che a tutti gli aventi diritto venissero distribuite chiavi e telecomandi.

L’indignazione tra chi si trova dinanzi lo sbarramento è diffusa. Qualcuno borbotta frasi poco lusinghiere rivolte ai residenti del cuneo verde, chi si lascia sfuggire più di qualche improperio. C’è chi per pranzo voleva andare dai genitori in via Eisenkeller, come fa da sempre, e adesso deve fare il giro dell’oca. Non tutti accettano lo status quo. C’è chi racconta che prima avevano montato i bracci per l’apertura automatica in basso, ma poi li hanno spostati in alto dove è più difficile forzarli per aprire il cancello. C’è chi - chissà quanto scherzando - stima che ci voglia una chiave inglese da quindici per poter smontare il tutto. E c’è chi non si scoraggia e con dimostrazione di eccellenti capacità ginniche scavalca a lato del cancello. E se qualcuno gli fa notare che c’è la telecamera di sorveglianza, fa spallucce e commenta: «Non sto facendo nulla di male». Insomma, se buona parte del consiglio comunale, opposizioni comprese, è favorevole a un accordo col consorzio per tenere quasi sempre aperto, quest’ultimo fa orecchie da mercante. Per ora vince la linea Svp: chiusi almeno sei mesi l’anno. «Durante la bella stagione, così camminando non disturbiamo i residenti», commenta acida una coppia cui è stata interdetta la passeggiata mattutina.