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BOLZANO. Per oltre un mese gli uomini della squadra Volante hanno effettuato quasi quotidianamente controlli presso 13 appartamenti in via Garibaldi 20. Un centinaio le persone identificate. Si tratta soprattutto di giovani uomini del Senegal. In ogni appartamento vivevano dalle 6 alle 9 persone. Quattro di loro sono stati denunciati perché avevano omesso la segnalazione degli inquilini.
Il proprietario di uno degli appartamenti rischia la confisca. L'affitto per ogni appartamento si aggira attorno agli 800 euro. Ogni extracomunitario paga tra i 100 ed i 300 euro al mese. In questo modo ha una brandina e un po' di spazio per gli oggetti personali. Ma soprattutto, essendo arrivato da poco in Italia, ha un tetto sopra la testa e non è costretto a dormire per strada. Ma la situazione in via Garibaldi 20 è degenerata, le proteste dei residenti della zona sono andate aumentando e così la polizia ha eseguito ripetuti controlli: a settembre 13 dei 52 appartamenti che si trovano nello stabile sono stati messi a setaccio.
Quasi cento persone sono state identificate: marocchini, albanesi, qualche italiano, ma soprattutto senegalesi. Si tratta di uomini che non hanno lavoro, altri sono ambulanti. I più fortunati fanno i facchini o hanno un contratto di qualche mese presso un cantiere. Quattro gli affittuari di altrettanti appartamenti denunciati per avere omesso la segnalazione alla questura degli inquilini. «In alcuni casi - spiega il dirigente della Volante Giuseppe Tricarico - abbiamo trovato situazioni di degrado.
In altri appartamenti, invece, pur stando stretti nelle poche stanze a disposizione, non vi era traccia di sporcizia. Le persone che vivono nello stabile sono stati molto collaborativi e tranquilli». Altri 4 gli extracomunitari clandestini fermati e denunciati. Un altro invece è nei guai perché si è rifiutato di mostrare i propri documenti. La polizia ha scoperto che in un caso il clandesto pagava il triplo degli altri componenti della casa. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, tutti i 13 appartamenti sono affittati a persone diverse, che poi però hanno subaffittato gli alloggi a connazionali o conoscenti.
«Un unico proprietario - precisa il capo di gabinetto Stefano Mamani - rischia la confisca dell'appartamento. Quasi tutti dicono di non essere stati al corrente del giro di persone che esce ed entra dallo stabile. Proseguiremo le indagini e valuteremo le loro posizioni».
Il proprietario di uno degli appartamenti rischia la confisca. L'affitto per ogni appartamento si aggira attorno agli 800 euro. Ogni extracomunitario paga tra i 100 ed i 300 euro al mese. In questo modo ha una brandina e un po' di spazio per gli oggetti personali. Ma soprattutto, essendo arrivato da poco in Italia, ha un tetto sopra la testa e non è costretto a dormire per strada. Ma la situazione in via Garibaldi 20 è degenerata, le proteste dei residenti della zona sono andate aumentando e così la polizia ha eseguito ripetuti controlli: a settembre 13 dei 52 appartamenti che si trovano nello stabile sono stati messi a setaccio.
Quasi cento persone sono state identificate: marocchini, albanesi, qualche italiano, ma soprattutto senegalesi. Si tratta di uomini che non hanno lavoro, altri sono ambulanti. I più fortunati fanno i facchini o hanno un contratto di qualche mese presso un cantiere. Quattro gli affittuari di altrettanti appartamenti denunciati per avere omesso la segnalazione alla questura degli inquilini. «In alcuni casi - spiega il dirigente della Volante Giuseppe Tricarico - abbiamo trovato situazioni di degrado.
In altri appartamenti, invece, pur stando stretti nelle poche stanze a disposizione, non vi era traccia di sporcizia. Le persone che vivono nello stabile sono stati molto collaborativi e tranquilli». Altri 4 gli extracomunitari clandestini fermati e denunciati. Un altro invece è nei guai perché si è rifiutato di mostrare i propri documenti. La polizia ha scoperto che in un caso il clandesto pagava il triplo degli altri componenti della casa. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, tutti i 13 appartamenti sono affittati a persone diverse, che poi però hanno subaffittato gli alloggi a connazionali o conoscenti.
«Un unico proprietario - precisa il capo di gabinetto Stefano Mamani - rischia la confisca dell'appartamento. Quasi tutti dicono di non essere stati al corrente del giro di persone che esce ed entra dallo stabile. Proseguiremo le indagini e valuteremo le loro posizioni».
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