BOLZANO. Entro il 30 aprile tutte le colonnine arancioni che misurano la velocità (16 in città) dovranno essere rimosse. Di speed check a Bolzano ne rimarranno sicuramente due: in Arginale e in via Galileo Galilei (di fronte al Twenty). Ma il Comune farà richiesta già nelle prossime settimane di portare il limite di alcuni tratti particolarmente pericolosi di via Cadorna, via Resia e via Druso da 40 a 50 chilometri orari, così da poter installare dei nuovi rilevatori fissi.

È il massimo, al momento, a cui possono "ambire" gli uffici alla mobilità alla luce delle disposizioni contenute in un decreto del ministro Matteo Salvini, che ha di fatto silenziato ogni sistema che misura la velocità, in attesa del nuovo quadro normativo. Si è parlato di questo al Commissariato del governo in un incontro - presieduto dal prefetto Vito Cusumano - al quale hanno partecipato anche i comandanti delle polizie municipali dell'Alto Adige. Per Bolzano c'era il comandante Fabrizio Piras.

Le nuove regole

In sostanza le parti sedute al tavolo hanno concordato le modalità di invio delle richieste per le future installazioni. Ma un'analisi approfondita, per ogni Comune, richiede tempo e sarà redatta insieme ai sindaci nei prossimi mesi. «Non si utilizzeranno più gli speed check come deterrente generico, ma dovranno essere motivati dall'analisi dell'incidentalità della strada, in cui si deve dimostrare che gli incidenti sono causati dalla velocità», spiega l'assessore Stefano Fattor. Per richiedere un rilevatore il Comune deve chiedere un parere alla Polstrada, e solo dopo attendere l'autorizzazione del prefetto. «Abbiamo intenzione di puntare su via Cadorna, via Resia e via Druso, oltre ai due in zona industriale, perché sono quei tratti che per caratteristiche hanno un elevato rischio di incidenti», chiosa Fattor. Non si esclude che la richiesta per i rilevatori verrà fatta anche altrove.

I Comuni che vogliano installare gli speed check devono avere il Put (Piano urbano del traffico) approvato. «La base giuridica per il limite di 40 chilometri orari - spiega il consigliere comunale Claudio Della Ratta - sembra problematica, poiché si fonda su un'asserzione non supportata da documenti ufficiali. Infatti, il Piano urbano del traffico del 2008 non includeva la previsione di un limite generalizzato a 40 km/h, come affermato nell'ordinanza in vigore. Questa situazione potrebbe giustificare un intervento per ripristinare il limite standard di 50 km/h, mantenendo eventualmente i 40 km/h solo in zone sensibili. L'assenza di un Put - aggiornato nel lontano 2014 - è un ulteriore elemento critico. Un piano aggiornato e conforme alla normativa vigente sarebbe fondamentale per supportare e legittimare decisioni come i limiti di velocità e le relative ordinanze». AL.BO.