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BOLZANO. Dal primo gennaio la Aluminium Bozen srl, società con sede legale a Milano ma con quote rilevanti in mano a soci veneti, ha deciso di non pagare più la quattordicesima ai nuovi assunti. E i lavoratori, un centinaio tra operai e impiegati, hanno programmato per i prossimi giorni due ore di sciopero. «Il rischio concreto - spiega uno di loro - è quello di creare dipendenti di serie A e di serie B che hanno le stesse mansioni e lavorano alla stessa macchina».
In realtà c’è chi teme scenari ancora peggiori. «Se le cose, in futuro, non dovessero andare bene i primi ad essere messi in mobilità sarebbero i lavoratori a cui viene pagata la 14esima, semplicemente perché costano troppo». Il clima in azienda è tutt’altro che buono, come confermano in una nota i sindacalisti di della Fiom Cgil Fabio Parrichini, Giuseppe Pelella della Uilm e Claudio Voltolini della Fim Cisl.
«Riteniamo - sottolinea Giuseppe «Joe» Pelella della Uil - che l’atteggiamento del management sia grave e irresponsabile. Per poche migliaia di euro l’anno, a fronte di un giro di affari di parecchi milioni di euro, si stanno compromettendo i rapporti tra dipendenti e azienda. I lavoratori temono un disegno per il lungo periodo che potrebbe portare a liberarsi della manodopera più costosa, a cui oggi viene riconosciuta la quattordicesima».
Come spiega Fabio Parrichini della Cgil lo scorso anno era stato siglato un accordo, scaduto a dicembre, in base al quale «temporaneamente» e «solo per i nuovi assunti» ci si accordava per un salario d’ingresso più basso, a patto di arrivare ad una stabilizzazione di chi ancora aveva un contratto a termine.
«Diciamo che noi abbiamo teso la mano all’Aluminium, azienda che produce estrusi di alluminio e vanta un mercato di tutto rispetto, ma il management ha deciso unilateralmente adducendo motivazioni del tutto opinabili».
Tra l’altro, sottolineano i sindacati, il momento non può nemmeno definirsi particolarmente difficile. «Lo scorso anno l’Aluminium (ex Sapa ed ex Alcoa) ha raggiunto gran parte degli obiettivi che si era prefissata e, oggi, non c’è la necessità, per far quadrare i conti, di tagliare la 14esima».
Il messaggio dell’azienda, come si evince da una comunicazione inviata ai sindacati in data 30 dicembre, è peraltro chiaro e netto: a fronte di una particolare situazione congiunturale e dei numerosi competitor nazionali e stranieri uno dei modi per risparmiare sui costi è anche quello di tagliare la quattordicesima agli ultimi arrivati.
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