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BOLZANO. Dopo la rapina all'Admiral di via Claudia Augusta, Oltrisarco lancia l'allarme sulla presenza di sale giochi: «È un problema sociale gravissimo», dice la presidente di circoscrizione Wally Rungger, che chiede anche più controlli delle forze dell'ordine. Le sale giochi in città continuano a fare discutere. C'è per esempio il caso dell'ex Masetti, con una licenza per sala giochi già firmata dalla Provincia e il Comune che sta cercando qualche via per fermarla. E poi la questione delle rapine, cinque in cinque mesi. L'ultima giovedì mattina, nel mezzo di un rione popoloso come Oltrisarco. Proprio all'ora in cui, nell'edificio di fronte alla sala giochi, i bambini stavano per entrare in classe. L'allarme di Wally Rungger, presidente della circoscrizione, è deciso: «I cittadini non ne possono più - racconta -. Abbiamo due sale giochi nel giro di pochi metri proprio davanti alle scuole, la gente mi racconta che vedono entrare le mamme prima di portare i bimbi a lezione... In più ce n'è una in via Maso della Pieve e una a breve in zona industriale». Aggiunge che «per alcuni condomini vicino a questi locali è diventato un problema anche il giroscale, si aggirano persone losche» e che «teoricamente queste sale giochi dovrebbero chiudere all'una, che già è tardi visto che fanno un rumore fortissimo, ma in realtà spesso sforano fino alle due». C'è un problema di sicurezza - secondo Wally Rungger «attirano traffici di ogni tipo e sono spesso bersaglio di rapine da parte di disperati, che metteno a repentaglio la sicurezza del personale e dei residenti nelle vicinanze -, tanto che «bisognerebbe ritirare le licenze quando rappresentano un problema di ordine pubblico» ma anche un problema sociale: «Con la crisi aumenta il numero delle persone che sperano nella sorte per cambiare la propria vita, distruggendo così intere famiglie: bisogna far capire che i problemi di natura economica non si risolvono con il gioco d'azzardo». Proprio la circoscrizione Aslago-Oltrisarco aveva scritto alla giunta comunale del 2010 per avvertire dei rischi per la proliferazione delle sale gioco: chiedevano di ridurre le licenze, di modificare gli orari, di aumentare i controlli. «Da allora non è stato fatto nulla, non ci hanno nemmeno risposto - conclude la presidente Rungger - come sempre quando scrivono le circoscrizioni...». Il sindaco Luigi Spagnolli la vede in maniera un po' diversa: «La competenza è provinciale e qualcosa in verità si sta muovendo - dice -, visto che la legge ha introdotto la distanza minima da luoghi sensibili come le scuole. Bisogna essere molto rigidi nell'applicazione della legge e nei controlli e la Provincia non mi sembra così incline ad essere rigida». Certo il Comune potrebbe chiudere un locale per problemi di ordine pubblico «ma la gravità del problema va "certificata" dal questore, che in effetti ha reagito come si deve attivando le forze di polizia». La difficoltà, però, «è che prima di arrivare alla chiusura ce ne passa: il provvedimento va motivato molto bene, deve essere superblindato, altrimenti il gestore non solo riapre subito ma chiede e ottiene anche i danni». Sulla questione dell'ordine pubblico interviene anche il questore Dario Rotondi: «Le rapine sono un fenomeno grave (anche se non molto frequente a Bolzano), che combattiamo. E personalmente credo che le sale giochi siano diseducative. Però non c'è connessione tra i due problemi: in questo caso la sala giochi è stata obiettivo della rapina, le vittime sono i suoi gestori, non possiamo intervenire "contro" la sala giochi». I controlli alle sale giochi, aggiunge, «ci sono e sono frequenti, sia sulle persone che girano intorno a quei locali che sulla gestione dei locali stessi, sulla correttezza dei giochi, sul rispetto delle normative, sui corrispettivi versati allo Stato... Più pattuglie ad Oltrisarco? I nostri agenti continueranno ad impegnarsi per il controllo del territorio, ma già oggi abbiamo una quantità di volanti in città che non ha quasi paragoni in Italia. E il livello di sicurezza è buono. Ovviamente le rapine sono fatti gravi e stiamo indagando per trovare i responsabili». Il rilascio di concessioni alle sale gioco è in effetti competenza della Provincia, e Luis Durnwalder annuncia un giro di vite: «Io sono contrario alla speculazione - dice -, non possiamo vietare tutto ma ora quelle sale sono oggettivamente troppe».
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