MERANO. A ventiquattr'ore dal voto favorevole espresso a Bolzano, anche il consiglio comunale di Merano ha dato il via libera al piano di fusione tra i due colossi dell'energia provinciale, Azienda energetica, il proprio gioiello di famiglia, e Sel, la società a capitale provinciale.

Nonostante i cinque consiglieri di maggioranza, il via libera è arrivato con 23 voti favorevoli, quattro astensioni (Boriero e Nicolodi dei Verdi, Campidell di Suedtirol Freiheit e Salaris del Pdl) e sei voti contrari (Rifondazione, i restanti quattro consiglieri Verdi e Waldner dei Freiheitlichen). Assieme alla maggioranza hanno votato anche Andrea Bonatta e Daniela Rossi del Pd, mentre non ha votato, pur rimanendo in aula, Vanda Carbone, la capogruppo dei Pd.

Si tratta, nel giro di un mese, del secondo voto pesante del Partito democratico assieme alla maggioranza, un segnale di ulteriore avvicinamento alla Svp in vista delle prossime elezioni comunali e della futura alleanza di governo della città.

Assieme alla delibera presentata dal sindaco Januth, sono stati anche approvati tre documenti voto presentati dai Verdi, dal Pd e dalla maggioranza. Con il primo si impegnano gli amministratori di Aew e la Provincia a non considerare i dividendi elargiti dalla futura nuova società parte integrante del calcolo dei trasferimenti che la Provincia effettua come finanza locale ai Comuni.

I dipendenti della futura azienda dovranno essere in possesso delle competenze linguistiche di entrambi gli idiomi usati in Alto Adige.

Il terzo documento approvato assomiglia molto a una bacchettata affibiata dal "maestro" Comune nei confronti degli "alunni" Provincia e Sel. Il documento approvato invita, infatti, Sel a bloccare il bando di acquisto di "costose tecnologie già in dotazione ad Aew, evitando così uno spreco di risorse economiche per la futura società".

Il documento approvato invita anche la Provincia a bloccare il bando di assunzione di un ingegnere elettrico e di un general manager idroelettrico pubblicato a inizio febbraio.

Si invita infine il futuro cda a utilizzare nella scelta del personale i criteri di merito, esperienza e soprattutto a valorizzare le risorse umane già presenti nelle due aziende.

Il consiglio comunale l'altra sera ha inoltre bocciato altri sei documenti voto presentati da Pd e Verdi. I consiglieri hanno detto no all'invito alla Provincia ad eliminare incompatibilità sul rilascio delle concessioni, a inserire da subito l'opzione di cessione del 10% di capitale della nuova azienda ai Comuni e alla modifica del decreto legge governativo sugli accorpamenti forzati, tutti proposti dai Verdi. No anche alle richieste del Pd riguardanti la relazione annuale del cda al consiglio comunale e l'inserimento nel cda della nuova società di un rappresentante dei lavoratori e il parere obbligatorio dei Comuni di Bolzano e Merano dopo la riassegnazione delle concessioni idroelettriche.

Una richiesta questa, sottolineano i Verdi in un comunicato stampa, che invece è stata accolta dal consiglio comunale di Bolzano. "Nessuno ci ha saputo rispondere – commentano i Verdi – come mai non si sia potuto rinviare il passaggio in consiglio comunale a riassegnazione delle concessioni idroelettriche avvenuta".

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