BOLZANO. È dura, fare l’artigiano nel ventunesimo secolo, nell’era dell’omologazione al ribasso. Specie se si è creativi, tecnologici ma non soltanto digitali, nonché un poco anarchici, non allineati, non associati, senza particolari entrature nel mondo che ritiene di contare. Ovviamente con poco tempo da destinare al marketing, ché nella routine quotidiana c’è troppo da lavorare per mantenere la famiglia e i dipendenti. Aggiungeteci magari la qualificazione di artigiano di lingua italiana e nella nostra città il gioco è fatto. Conosciuti a livello nazionale e internazionale, ma ben poco profeti in patria. Un peccato, si è detto a un certo punto qualcuno di loro: urge farsi conoscere, mica tanto per fare ulteriori affari, più che altro per mostrare ai bolzanini che nella loro città esistono delle vere eccellenze. L’entusiamo si è propagato a diversi altri colleghi. È risultato difficile, se non impossibile, farsi mettere a disposizione con costi ragionevoli spazi pubblici, in teoria votati al riguardo, tipo il centro Trevi o il Museion. Fa niente, useremo i nostri spazi, si sono detti gli artigiani-artisti. L’idea di come uscirne è venuta a Paolo Mancabelli, curioso manipolatore di metalli con sede in via Marconi 4, di fronte a Musik Walther. Un bel cortilone interno. La banca proprietaria dell’area parcheggio ha concesso il via libera, i vicini di casa sono entusiasti.

Appuntamento stasera, dalle 17 alle 22. L’evento si chiama “Arte e artigianato sotto le stelle”. Dalle 19 alle 20 intrattenimento musicale; a una certa ora pure ribollita pane e salame toscano fornito dal ristorante Toscano Doc di via Cappuccini.

«Questa serata - racconta Paolo Mancabelli - riunirà artigiani, scultori e designer per avere l’opportunità di raccontare al pubblico il saper fare, ovvero presentare i nostri mestieri, pensieri e competenze, e promuovere e valorizzare il lavoro manuale che mette d’accordo forme e materiali». Direttamente in bottega verranno mostrati i loro originali prodotti «che, con orgoglio e passione, raccontano la creatività e la capacità di affrontare un lavoro che è a cavallo fra tradizione, storia, cultura e innovazione. Dove l’uomo è essenziale». Alla serata parteciperanno due scultori, il bolzanino Andrea Bianco, non vedente ma in grado di vederci benissimo servendosi del tatto, e il gardenese Günther Pitscheider, re delle radici arboree da reinventare. E poi l’ingegnere designer Marco Ferrarin, più gli incisori artistici di TT Solution, i gioielli in vetro di Vitrium Veritas, le idee in metallo della Mancabelli Craft & Design, nonché le creazioni artistiche del designer del legno David Lucchesini, come il portabiti qui in foto.

Se non avete di meglio da fare, e sarà difficile, fate un salto. Non ve ne pentirete.