PHOTO
BOLZANO. Primo appuntamento del ciclo di cinque conferenze autunnali presso la Associazione per i Diritti degli Anziani di via Torino che con questa iniziativa intende informare i cittadini su una serie di tematiche quali la sicurezza nei quartieri, le nuove normative del codice della strada, malattie stagionali e utilizzo dei farmaci. Ieri pomeriggio, Elena Lazarin ed Elisabetta Feller, rispettivamente vigile di quartiere e coordinatrice del servizio del Corpo di Polizia Municipale che si occupa della sicurezza nei quartieri, hanno spiegato come difendersi di fronte a quelle truffe e raggiri che di solito prendono di mira le persone di una certa età. «Il Comando ha espresso il desiderio di allargare gli incontri con la popolazione, di solito indirizzati verso gli alunni degli istituti scolastici», ha spiegato Feller, portando una serie di consigli pratici su come evitare di essere vittima di imbrogli e truffe fuori dalle mura domestiche. In primo luogo, il classico raggiro del finto agente in borghese che si presenta con documenti contraffatti. Semplicemente, hanno spiegato i due agenti, è diritto del cittadino leggere bene i dati contenuti nel tesserino, proprio per evitare di cadere nella trappola di malintenzionati. Questo, proprio perché i controlli delle forze dell'ordine in borghese sono tutt'altro che rari. E in caso qualcuno suoni al campanello di casa sostenendo di essere un membro delle forze dell'ordine e di dovere accedere alla nostra abitazione? Ancora, controllare che sia in divisa e, magari, che da qualche parte sia parcheggiata la macchina con le insegne del corpo di appartenenza. Numerosi i compiti dei vigili di quartiere, tra i quali quello di raccogliere segnalazioni di attività sospette, ma anche riferire agli uffici preposti su eventuali danni alla segnaletica e ai tracciati stradali e pedonali. Segnalazioni che non sono mancate nemmeno nel corso della conferenza, proprio dai partecipanti che hanno voluto raccontare alle due agenti una serie di truffe e raggiri dei quali sono stati vittima. Si va dalla classica telefonata di fantomatici uffici provinciali con la pretesa di denaro al piccolo furto con scaltrezza in occasione dei mercati, fino alle più sofisticate tecniche per spillare denaro dai portafogli. «Mi hanno chiamato alle una di notte – ha raccontato un signore – e volevano tirarmi giù dal letto per farmi uscire di casa, ma non ci sono cascato». C'è chi ha confessato addirittura di essere stato raggiunto da una telefonata nella quale chi parlava era a conoscenza del fatto che la sua vittima era solita recarsi presso un servizio ospedaliero:«E così mi hanno chiesto di versare subito dei soldi che però non ho certo dato». Insomma, sarà un caso o forse solo i tempi moderni, ma quasi tutti i partecipanti alla conferenza hanno raccontato di essere stati vittima di una forma di truffa o raggiro nel corso dell'ultimo anno. Sicuramente non si tratta di un allarme sociale, hanno chiarito le due agenti, rimane però essenziale segnalare e denunciare ogni tentativo di raggiro da parte di malintenzionati. Perché questo è l'unico sistema per aiutare le istituzioni nella prevenzione che parte dal cittadino e passa anche attraverso il capillare controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine, in particolare, i vigili di quartiere.


