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BOLZANO. Riapertura di via della Vigna: alle trattative con il consorzio di bonifica dopo Ferragosto parteciperà anche il sindaco Renzo Caramaschi. È quanto è emerso martedì all’incontro fra il Comitato per il libero passaggio e il primo cittadino, nel corso del quale si è chiesto al Comune di seguire la strada dell’usucapione anziché dell’esproprio. Dopo l'incontro con l'assessore Stefano Fattor, precisa il portavoce Daniele Fassari, «abbiamo deciso di proseguire la nostra campagna per la riapertura di via della Vigna e abbiamo incontrato il sindaco Caramaschi». All’incontro ha partecipato anche la direttrice della Ripartizione Patrimonio ed Attività Economiche, Ulrike Pichler.
Altro che strada agricola
Il portavoce sintetizza: «Ci siamo soffermati sulle argomentazioni presentate dai proprietari della strada per giustificare la sua chiusura, principalmente l'intralcio ai mezzi di lavoro e i rischi per le persone in transito a causa dell'irrorazione dei pesticidi». Il comitato ha sentito il dovere di precisare che queste argomentazioni riflettono l'immagine distorta di una strada prettamente agricola che in realtà nel corso dei decenni è diventata sempre più residenziale. «Possiamo testimoniare che sulla strada di mezzi agricoli se ne vedono ben pochi rispetto ad altri mezzi e in ogni caso non abbiamo mai notato problemi di circolazione». Ma l'aspetto più importante è che «il presunto intralcio coinvolgerebbe anche i residenti, anzi in misura maggiore, in quanto possono transitare con auto e moto. Stesso discorso per i pesticidi. Se pericolosi, la strada dovrebbe essere chiusa anche a loro, misura impraticabile perché ci abitano, senza considerare che la chiusura dovrebbe essere estesa alle confinanti via Penegal e via Eisenkeller e che comunque lo stesso divieto dovrebbe riguardare una fetta rilevante della provincia».
Delusi dal municipio
Il Comitato ha fatto presente la delusione per l’approccio cauto del Comune con la beffa della chiusura del cancello a trattativa in corso. «La sensazione è che la tutela dell'interesse pubblico non abbia ricevuto l’attenzione che meritava». Tuttavia la questione non può essere liquidata con una semplice constatazione di impotenza, «in quanto non si limita solo a cosa il Comune dovrebbe fare ma riguarda anche cosa non può esimersi di fare». È quello che si è detto al sindaco e alla direttrice Pichler. In altre parole, si è preso atto che il Comune ha rinunciato a tenere aperta l’opzione esproprio come indicato dal Consorzio dei comuni, «ma non può rimanere passivo rispetto al suo dovere di reclamare quanto già acquisito dai cittadini, cioè il diritto di passaggio sulla base di un utilizzo più che ventennale della strada, come prevede l'istituto giuridico dell'usucapione».
L’usucapione
Il Comitato ha illustrato al sindaco una sentenza della Corte di Cassazione (n. 28632 del 29 novembre 2017) che disciplina la materia. Questa sentenza stabilisce che una strada privata può essere ritenuta soggetta a servitù di uso pubblico nel caso in cui: una collettività indeterminata di individui faccia un uso generalizzato del passaggio; il bene sia oggettivamente idoneo a soddisfare il fine di pubblico interesse; sia trascorso il tempo necessario per l’acquisto per usucapione (vent’anni). «Tutte e tre le condizioni si applicano pienamente a via della Vigna. E se vi fossero ancora dubbi basta leggere il cartello stradale presente da tempo immemorabile all'ingresso della strada sul lato via della Mendola in cui è scritto "Passaggio a proprio rischio"». Attenzione poi, «mentre con l'esproprio il Comune risponderebbe a una richiesta, ovviamente più che legittima, la servitù di uso pubblico implica solamente un'azione di riconoscimento in sede giudiziale a nome dei cittadini di un diritto esistente. Esimersi significherebbe non adempiere a un dovere, con l'aggravante di produrre un vantaggio ingiusto ad alcune persone».
Scende in campo il sindaco
La buona notizia, così Fassari, «è che la trattativa con il consorzio riprende subito dopo Ferragosto con la partecipazione del sindaco che, come lui stesso ci ha assicurato, esprime la sua volontà di trovare una soluzione, anche se alla luce di quanto è successo rimane l’incertezza. Speriamo che stavolta non ci si limiti solo alla moral suasion, finora fallimentare, ma che sia chiaro come il Comune potrebbe procedere in caso di mancato accordo». L’obiettivo del Comitato rimane la libertà di passaggio ciclo-pedonale su tutta la via «ma intanto chiediamo che il Comune faccia tutto il necessario per restituire ai cittadini quanto già loro spetta, cioè l'ingresso da via Mendola. Su questo minimo risultato siamo pronti ad intraprendere un percorso formale, ma al momento rimaniamo in attesa di sviluppi».


