MERANO. Era nell'aria. In replica alla delibera della giunta comunale che ha modificato il Piano urbanistico introducendo - al posto di un'area verde - una zona residenziale nella cosiddetta “Tschomperwiese”, circa cinquemila metri quadrati tra via Virgilio e vicolo Lazago, sono state recapitate in municipio tre documentazioni che si oppongono fermamente alla decisione.
C'era da aspettarselo, dopo che l'amministrazione aveva deciso di tirare dritto nonostante l'ampio dissenso sull’edificazione di quel terreno, manifestato anche attraverso una petizione che aveva raccolto le firme di oltre 200 famiglie. Molte delle contestazioni sono quelle già palesate nei mesi scorsi con l'intenzione di arrestare sul nascere l'iter burocratico-amministrativo per la costruzione delle case (destinate a due cooperative, si parla di 45 appartamenti), ma in questa fase spuntano anche nuovi elementi: in particolare gli oppositori denunciano anche una violazione del piano paesaggistico per un vincolo archeologico cui sarebbe sottoposta una parte del terreno. L'intera vicenda, emersa la scorsa la primavera, sin dagli albori ha suscitato un vespaio - con riflessi anche sul piano politico - che è destinato dunque a non acquietarsi tanto facilmente.
L'individuazione dell'area Tschomper (conosciuta anche come Rosskopfhof) da parte del Comune come superficie da destinare all'edilizia delle coop aveva subito alzato una levata di scudi da parte di molti residenti del quartiere e dei suoi paraggi. “Mina la vivibilità della zona, già sottoposta a una proliferazione di costruzioni negli ultimi anni”: questa l'accusa, agghindata da contestazioni sull'insostenibilità del traffico in un contesto descritto come già stressato sul piano viabilistico.
Le proteste erano sfociate in una raccolta firme - e in un piccato botta e risposta fra tra sottoscrittori e alcuni esponenti dell'esecutivo comunale - malgrado la quale la giunta non ha avuto ripensamenti: ad agosto l'approvazione della cubatura, a ottobre il via libera alla variazione al Puc. La palla (anzi, la patata bollente) passa adesso in Provincia prima di ritornare in Comune, ma nel frattempo ecco le tre documentazioni presentate in municipio. Fra le motivazioni sulle basi delle quali viene chiesta una retromarcia e il ripristino di destinazione ad area verde, si torna all'assalto con la viabilità rammentando che l'unica strada d'accesso è via Virgilio, la cui carreggiata non ha possibilità di essere allargata.
Ma ora si contesta pure una violazione del piano paesaggistico di Merano, in quanto risulterebbe che una superficie interna al perimetro è sottoposta a vincolo archeologico e in quanto tale consistenti modificazioni all'assetto della zona dovrebbero ottenere il nullaosta dei Beni culturali.
Un passaggio che sarebbe stato eluso. Vengono pure contestate le distanze tra edifici, nonché l'assenza di altri requisiti tecnici che l'amministrazione avrebbe trasgredito. Un bel ginepraio.

