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BOLZANO. È la goccia che ha fatto traboccare il vaso questa settimana: dopo oltre quindici mesi, a Gries si sperava che iniziassero i lavori di risanamento e messa in sicurezza dell’edificio pericolante, ma gli operai si sono limitati a rimuovere le poco stabili transenne metalliche posizionate a febbraio 2014 e le hanno sostituite con una serie di alte paratie in legno. Più stabili, più sicure e, per di più, quando a terra cade un calcinaccio i passanti non lo vedono nemmeno. Stiamo parlando dell’edificio di proprietà comunale situato in via Vittorio Veneto 5, a cinquanta metri da piazza Gries. Un palazzo storico, tutelato, che sta cadendo a pezzi. Il Comune, però, pare non disponga del denaro necessario per ristrutturarlo. E nemmeno lo si vorrebbe vendere. Farebbe gola, ai privati: zona centrale di super pregio, con vista su Muri Gries e sui vigneti di vicolo Crocifisso. Sul retro ci sono pure sette garage e diversi posti auto moto e bici. Farebbe gola, e si incasserebbe bene. Piuttosto che lasciarlo in tale stato d’abbandono... E invece no, lo si lascia in condizioni di estremo degrado: un pessimo biglietto da visita per l’insieme storico architettonico della vecchia Gries.
Esagerazioni? No. Forniamo qualche esempio: terrazza al primo piano chiusa con lucchetto e tanto di cartello: accesso vietato. Perché? Precipitano calcinacci, a terra tegole e un pilastrino di cemento. Parcheggio esterno: chiuso da un anno e mezzo. Se si volge lo sguardo in alto si capisce perché: l’intonaco esterno sta collassando. Qui hanno sede diverse associazioni fra le quali Radioamatori, Ussa, Centro tennis Ussa, Libertas, Asd Giro delle Dolomiti. Ci sono anche degli uffici di Assb, compreso il servizio handicap. Al primo piano: 25 scalini senza ascensore. Tolta questa perla di disservizio, per evitare che chi entra ed esce si pigli un calcinaccio in testa si è costruita una solida galleria “paramassi” sopra il portone d’entrata. Gli infissi sono datatissimi, ma all’interno l’edificio è ancora ancora decoroso. Fuori invece è un disastro. Le erbacce hanno invaso due delle porte laterali sul fronte Ovest della casa, dove a terra stanno due vecchie insegne precipitate dall’alto nonché una bici, lì da anni, letteralmente ricoperta di edera. A terra, una grondaia a pezzi. Sul retro, in una bocca di lupo, è cresciuta una pianta spontanea di fico. Un cestino dei rifiuti sfondato. Cespugli anche dentro l’armadietto della rete del gas. Sul tetto, una selva di ripetitori per la telefonia cellulare. Il Comune qui non spende, ma intanto incassa dall’affitto del tetto.
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