BOLZANO. In viale Trento sorgerà il nuovo centro di preghiera islamico. Il progetto, discusso e contestato da anni, ha ottenuto ieri l’approvazione della commissione edilizia. L’associazione pakistana Jinnah, divenuta proprietaria della ex falegnameria, si è vista approvare la richiesta di cambio di destinazione d’uso dell’immobile da terziario ad «attività culturale, sociale e ricreativa». L’assessore Chiara Pasquali precisa tra l’altro che nella richiesta dei proprietari non viene neppure citata la dicitura centro di preghiera. Ma quella sarà la funzione principale dell’associazione Jinnah, che da tempo sottolinea di avere bisogno di uno spazio più adeguato rispetto all’attuale. «Si tratta comunque di soli 50 metri quadrati », smussa Chiara Pasquali, che alla scontata ripresa delle polemiche replica così: «La commissione edilizia ha valutato la richiesta di trasformazione di destinazione d’uso sotto tutti gli aspetti urbanistici e non sono emersi elementi che giustificassero un rigetto del progetto». Risolti anche i problemi legati al rischio idrogeologico della zona. La Provincia ha modificato il piano del rischio, informa Chiara Pasquali, «una struttura culturale di quel tipo è ora compatibile con le norme provinciali». Con il passaggio di ieri si è concluso l’iter delle autorizzazioni e l’associazione islamica potrà iniziare i lavori. Chiuso il capitolo delle procedure edilizie, resta il problema politico. Se n’è fatto portavoce ieri in commissione Vitantonio Gambetti (gruppo misto), che si è astenuto durante la votazione. Gambetti ha sottolineato di non essere contrario in via di principio, ma di considerare problematico l’inserimento di un centro di preghiera in uno spazio così angusto, in mezzo alle abitazioni. Secondo Gambetti, sarebbe stato necessario un confronto tra il Comune e l’associazione dei pakistani . Chiara Pasquali ribatte: «Gambetti pone un problema politico, che va affrontato in sede politica. In commissione edilizia dobbiamo verificare se i progetti presentati hanno i requisiti per essere approvati o meno». La giunta è consapevole che la concessione edilizia farà ripartire le proteste. «Credo anch’io che per smussare le tensioni sarà necessario discutere di questo centro culturale, coinvolgendo anche la consulta degli stranieri. Si tratta però di un passaggio che va affrontato in una sede diversa dalla commissione edilizia». (fr.g.)
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