BRESSANONE. Per rimanere “nel settore” si potrebbe dire che ha giocato il gettone giusto, e ha vinto, almeno per ora. Chen Xiang Bin, più conosciuto come Filippo, noto gestore del ristorante cinese di Millan “Fortuna”, ha vinto la sua prima battaglia legale contro il Comune e sostanzialmente già da oggi può aprire la sua sala di videolottery in viale Stazione.

Una vicenda lunga e complicata quella che vede Filippo come protagonista, in quanto l'apertura della sua sala giochi, con slot e videolottery, era prevista già lo scorso febbraio, il Comune era sceso subito in campo per opporsi presentando ricorso al Tar e chiedere l'annullamento della delibera provinciale che concedeva lo spostamento della licenza per sala giochi da via Laghetto a Viale Stazione dopo che l'imprenditore Klaus Unterkofler l'aveva venduta a Filippo. I giudici del Tar avevano sospeso le due licenze, per sala giochi e videolottery, in attesa di pronunciarsi, ed oggi, a distanza di quasi un anno, è arrivata la sentenza: è stato respinto il ricorso del Comune per la licenza delle videolottery mentre è stato accolto quello riguandante la sala giochi che comprenderebbe altri macchinari comprese le slot. Filippo, dunque, già oggi può aprire la sua sala di videolottery. Soddisfatto per la vittoria l'avvocato Stefano Baiardo, che non esclude un ricorso al Tar per ottenere anche la licenza per la sala giochi e neppure la richiesta di risarcimento danni al Comune.

«Filippo può aprire la sua sala di videolottery – spiega l'avvocato Baiardo – Le licenze per videolottery e sala giochi erano state sospese dal Tar in primavera in via cautelare dopo i ricorsi del Comune, ma ora la sentenza ci dà ragione almeno in parte visto che i giudici hanno respinto il ricorso riguardante la licenza di videolottery perché rilasciata prima che entrasse in vigore la legge provinciale e invece accolto quello per la licenza di sala giochi. Filippo, dunque, può aprire la sua sala di videolottery con un ritardo di quasi un anno, mentre dovrà aspettare per la sala giochi».

Baiardo, infatti, si riserva di presentare un ricorso al Consiglio di Stato per far ottenere al suo cliente anche la licenza per sala giochi.

«Per il momento la sala potrà avere solo macchine videolottery – continua l'avvocato – ma potremmo rivolgerci al Consiglio di Stato per ottenere anche la seconda licenza, quella per la sala giochi in modo da ampliare il parco macchinette. I danni che ha subìto il mio cliente sono ingenti, visto il ritardo di quasi un anno, e quindi non escludo una richiesta di risarcimento danni al Comune. E la cifra potrebbe essere molto alta». Le videolottery, secondo l'avvocato Baiardo, sono altra cosa rispetto alle cosiddette slot machine.

«Le videolottery sono macchine per scommesse, sono in rete nazionale e controllate attraverso dei gestori dai Monopoli di Stato – conclude – Quelle che sono definite slot, invece, non sono in rete e sono sottoposte a normative diverse rispetto alle videolottery. Insomma, chi gioca alla Videolottery lo fa a livello nazionale, non locale».

Per quanto riguarda la recente delibera comunale contro il gioco d'azzardo, Baiardo si dice tranquillo. “La normativa comunale riguarda solo i locali pubblici e quello di Filippo non lo è”.

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