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BRESSANONE. Presto nella galleria del condominio in via Roma, al civico 1, aprirà una sala giochi. La seconda sul territorio comunale dopo il "Match Point" gestito dalla famiglia Tonon in via Dante. L'apertura, lo ricordiamo, si concretizzerà solo grazie ad una sentenza del Tar che qualche giorno fa ha accolto il ricorso di un'imprenditrice, Eleonore Pernstich, a cui la Provincia già due anni fa aveva negato la licenza per una sala giochi appellandosi alla legge sugli spettacoli, mentre il Tar ha invece ritenuto che una simile attività riguardi i pubblici esercizi. Ma molti, soprattutto i residenti della via, già da ora sono preoccupati per l'arrivo di videopoker e slot machine. Primo tra tutti l'amministratore del condominio di via Roma, Sighard Lanthaler. «Sono assolutamente contrario sia al gioco che al fatto che una sala apra proprio nella nostra galleria - spiega Lanthaler - già oggi, senza sala giochi, la galleria è sempre sporca e spesso utilizzata come urinatoio. Cosa accadrà quando ci saranno tanti giocatori anche a tarda sera? E poi - prosegue l'amministratore - il gioco è diventato un problema che non riguarda solo gli adulti ma anche i giovani. Ovviamente se c'è una sentenza favorevole del Tar e se il proprietario dell'immobile è d'accordo possiamo fare poco. Sono comunque l'amministratore del condominio e come tale informerò i condomini e premeremo affinchè questa sala giochi abbia almeno delle regole precise». Contrario all'apertura di una sala giochi anche Hermann Bernardi: «Il gioco è pericoloso, può creare dipendenza e distruggere le famiglie - afferma - Poi, mi chiedo: perchè proprio qui, in una galleria dove il locale resta nascosto e non è visibile? Quindi, no ad una sala giochi. Proteggiamo i nostri giovani». Un secco no arriva poi da Luise Prader: «Una sala giochi in questa galleria è fuori posto - spiega - oltre al problema del gioco, pericoloso per tutti, ci troveremmo sicuramente ad un aumento della sporcizia e perchè no anche dei vandalismi». Alessio Espa non è un giocatore ma sa che molti giovani per il gioco si rovinano: «Anche se per giocare bisogna essere maggiorenni il problema resta - dice - Buttare i soldi nel gioco è pericoloso». Ines Tettamanti è una mamma. «Le sale giochi devono essere aperte in zone poco frequentate dai ragazzini - afferma - Finire nella dipendenza è facile». Per Roberto Slanzi una sala giochi non ha senso. «Chi vuole giocare vada al casinò - commenta - E poi chi controllerà che non vi entrino anche minorenni?». Unica voce fuori dal coro, anche se per lui rappresenta sicuramente una concorrenza, è Ugo Tonon, titolare di una sala giochi: «Non c'è problema - afferma - la concorrenza fa bene».
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