PHOTO
BOLZANO. Michele Galasso, accusato di truffa e corruzione, ha patteggiato sei mesi e dovrà pagare 50mila euro di multa. Rinviati a giudizio invece un finanziere e Lucio Corrente, ispettore dei Monopoli di stato a Trento. Entrambi avrebbero avvisato l'imprenditore bolzanino dei controlli.
Il processo contro il militare della Guardia di finanza e l'ispettore trentino dovrebbe partire il prossimo mese. Lo conferma il sostituto procuratore Igor Secco che ha guidato le indagini svolte dalla squadra mobile di Bolzano. così come gli avvocati di fiducia dei due indagati.
Michele Galasso, 42 anni, titolare della società «Gmgame» di Terlano, era finito sotto inchiesta - insieme al finanziere e l'ispettore - l'aprile scorso con l'ipotesi di reato di truffa ai danni dello Stato e di corruzione. Al centro della delicata inchiesta c'era la gestione di diversi videopoker. Secondo gli inquirenti il bolzanino avrebbe noleggiato a diversi locali pubblici giochi elettronici non conformi alla legge perché privi di sistemi di controllo e conteggio giocate. Secondo l'accusa, dunque, il fine della società altoatesina sarebbe quello di eludere la tassazione prevista a favore dell'erario. L'imprenditore ha quindi patteggiato sei mesi di reclusione - con parere favorevole del magistrato - perché disposto a pagare 50 mila euro.
Partirà invece a settembre l'udienza contro un finanziere e un ispettore dei Monopoli di stato. I due dovranno rispondere di corruzione. Lucio Corrente - sempre secondo le prove raccolte dagli agenti di polizia - avrebbe sfruttato la propria posizione professionale per farsi pagare da Galasso una vacanza con la famiglia in Sardegna. Non solo: secondo le forze dell'ordine l'ispettore avrebbe ricevuto anche in regalo un paio di scarpe da ginnastica di una nota azienda e altri regalini. Motivo? La società di Terlano probabilmente ha evitanto determinati controlli. Il finanziere a sua volta avrebbe avvisato in anticipo il 42enne bolzanino, dicendogli che entro pochi giorni sarebbero scattati controlli a tappeto in tutta la città. L'inchiesta, infatti, era partita nel 2007 e aveva visto indagati oltre duecento persone. Furono gli agenti della squadra mobile ad avviare una serie di accertamenti sulla gestione corretta dei videopoker noleggiati a diversi locali pubblici. Dalle intercettazioni sarebbe emerso che il militare della Guardia di finanza si era fatto offrire una cena e qualche caffè. Entrambi si sono sempre dichiarati innocenti, dicendo di essere solo buoni amici di Galasso, ma di non avere mai fornito informazioni all'imprenditore altoatesino. Il finanziere - per il momento - è stato spostato di sede e non si trova più in Alto Adige.
Dall'inchiesta era emerso che per eludere l'erario ed evitare il pagamento delle imposte previste, su molti videogiochi (noleggiati in tutta Italia) sarebbero state installate delle schede elettroniche provenienti dalla Spagna. Si sarebbe trattato di componenti elettronici particolarmente sofisticati e già prodotti dalla fabbrica proprio allo scopo di eludere i conteggi delle giocate e di conseguenza il calcolo delle imposte da versare. La scheda, infatti, registra le giocate e stabilisce quanto va allo Stato (l'87 per cento) e quanto al noleggiatore ed esercente. Alterare la scheda - che blocca le registrazioni - è una delle sfide di chi vuole frodare il fisco e negli anni gli hacker si sono sempre più specializzati.
Il processo contro il militare della Guardia di finanza e l'ispettore trentino dovrebbe partire il prossimo mese. Lo conferma il sostituto procuratore Igor Secco che ha guidato le indagini svolte dalla squadra mobile di Bolzano. così come gli avvocati di fiducia dei due indagati.
Michele Galasso, 42 anni, titolare della società «Gmgame» di Terlano, era finito sotto inchiesta - insieme al finanziere e l'ispettore - l'aprile scorso con l'ipotesi di reato di truffa ai danni dello Stato e di corruzione. Al centro della delicata inchiesta c'era la gestione di diversi videopoker. Secondo gli inquirenti il bolzanino avrebbe noleggiato a diversi locali pubblici giochi elettronici non conformi alla legge perché privi di sistemi di controllo e conteggio giocate. Secondo l'accusa, dunque, il fine della società altoatesina sarebbe quello di eludere la tassazione prevista a favore dell'erario. L'imprenditore ha quindi patteggiato sei mesi di reclusione - con parere favorevole del magistrato - perché disposto a pagare 50 mila euro.
Partirà invece a settembre l'udienza contro un finanziere e un ispettore dei Monopoli di stato. I due dovranno rispondere di corruzione. Lucio Corrente - sempre secondo le prove raccolte dagli agenti di polizia - avrebbe sfruttato la propria posizione professionale per farsi pagare da Galasso una vacanza con la famiglia in Sardegna. Non solo: secondo le forze dell'ordine l'ispettore avrebbe ricevuto anche in regalo un paio di scarpe da ginnastica di una nota azienda e altri regalini. Motivo? La società di Terlano probabilmente ha evitanto determinati controlli. Il finanziere a sua volta avrebbe avvisato in anticipo il 42enne bolzanino, dicendogli che entro pochi giorni sarebbero scattati controlli a tappeto in tutta la città. L'inchiesta, infatti, era partita nel 2007 e aveva visto indagati oltre duecento persone. Furono gli agenti della squadra mobile ad avviare una serie di accertamenti sulla gestione corretta dei videopoker noleggiati a diversi locali pubblici. Dalle intercettazioni sarebbe emerso che il militare della Guardia di finanza si era fatto offrire una cena e qualche caffè. Entrambi si sono sempre dichiarati innocenti, dicendo di essere solo buoni amici di Galasso, ma di non avere mai fornito informazioni all'imprenditore altoatesino. Il finanziere - per il momento - è stato spostato di sede e non si trova più in Alto Adige.
Dall'inchiesta era emerso che per eludere l'erario ed evitare il pagamento delle imposte previste, su molti videogiochi (noleggiati in tutta Italia) sarebbero state installate delle schede elettroniche provenienti dalla Spagna. Si sarebbe trattato di componenti elettronici particolarmente sofisticati e già prodotti dalla fabbrica proprio allo scopo di eludere i conteggi delle giocate e di conseguenza il calcolo delle imposte da versare. La scheda, infatti, registra le giocate e stabilisce quanto va allo Stato (l'87 per cento) e quanto al noleggiatore ed esercente. Alterare la scheda - che blocca le registrazioni - è una delle sfide di chi vuole frodare il fisco e negli anni gli hacker si sono sempre più specializzati.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


