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MERANO. L'assessorato provinciale alle politiche sociali rompe gli indugi e mina alle fondamenta l'esistenza di Haus Sonnenschein, la cooperativa che da vent'anni in città si prende cura degli anziani affetti da demenza senile con una logica che rifiuta il sistema praticato nelle case di riposo. Sonnenschein e la sua direttrice Dorothee Wagner sono sempre stati una spina nel fianco nella gestione delle politiche degli anziani a Merano e in Provincia, proprio per il sistema adottato. Gli anziani seguiti trasferiscono nelle strutture affittate dalla cooperativa la loro residenza e vivono lì come a casa loro, assistiti da operatori sociali. In tutti questi anni le voci pro o contro i metodi seguiti dalla cooperativa si sono sprecate, come del resto le ispezioni e le visite dei Nas dei Carabinieri.
Ma ora ci si ritrova in un momento spartiacque per Haus Sonnenschein. I 38 attuali ospiti dell'unica struttura rimasta in riva al Passirio a villa Burgund, in questi giorni sono stati raggiunti da una raccomandata firmata dal direttore di ripartizione Luca Critelli con la quale si annuncia che dal 1° aprile prossimo non riceveranno più l'assegno di cura mensile pagato dalla Provincia. La ripartizione politiche sociali sostiene che «l'assegno di cura non viene erogato alle persone ospitate in strutture residenziali per anziani che non dispongono di autorizzazione o accreditamento e l'assegno non spetta neppure alle strutture». Questa norma è stata introdotta con una delibera di giunta del 20 dicembre 2016 e viene messa in collegamento con la nuova disciplina che riguarda il finanziamento delle residenze per anziani varata dalla giunta provinciale il 7 febbraio scorso. Nella lettera viene anche citata la sentenza del Consiglio di stato del luglio 2015, che «ha stabilito che le strutture della cooperativa Haus Sonnenschein sono a tutti gli effetti da considerarsi case di riposo o residenze per anziani e quindi integralmente soggette alle norme previste per tale tipologia di servizio». La stessa sentenza però, e questo nella lettera della Provincia non viene citato, è stata appellata da Haus Sonnenschein, che è in attesa di un pronunciamento della suprema Corte di Cassazione.
Per la cooperativa e soprattutto per i suoi ospiti, il venir meno dell'assegno di cura è destinato a trasformarsi in un pugno nello stomaco dal quale appare difficile riprendersi. Oggi ognuno dei residenti a villa Burgund paga alla cooperativa 900 euro al mese (due terzi di quello che chiede ad esempio la fondazione Pitsch) oltre all'assegno di cura. Senza assegno quasi la metà dell'introito è destinata a mancare, introito che serve alla cooperativa per pagare i 17 dipendenti e l'affitto del Burgund. Oltre ai 38 anziani che da aprile potrebbero trovarsi sulla strada, la decisione della Provincia mette a rischio anche il lavoro dei 17 dipendenti.
Viene da riflettere se la nuova convenzione stipulata dal Comune di Merano con le suore dell'Ordine teutonico per portare a 60 i posti letto in convenzione nelle case di riposo di Tesimo e Foiana, avesse anche l'obiettivo di lanciare un salvagente alla Provincia in caso di chiusura di Haus Sonnenschein. «I nostri ospiti sono infuriati - annuncia Dorothee Wagner - e sono pronti a fare ricorso contro questo provvedimento ingiusto e antidemocratico. La Provincia vuole decidere dove un anziano vuole trascorrere la propria vecchiaia. Se lo fa assistito a casa o in una casa di ricovero convenzionale allora riceve l'assegno di cura, se sceglie invece di risiedere in una casa assieme ad altri anziani, allora non ha diritto a nulla. Questi sono metodi da ex Ddr».
Nei giorni scorsi al sindaco è stato inoltre recapitato per conoscenza un verbale dei Carabinieri del Nas di Trento con oggetto «proposta adozione di provvedimento di chiusura attività per mancanza di autorizzazione». Ad annunciare questo verbale è la stessa direttrice Wagner. I Carabinieri chiedono alla ripartizione politiche sociali della Provincia di valutare la chiusura di Villa Burgund, priva di autorizzazione e accreditamento, e di verificare se tra gli ospiti vi siano persone che percepiscono indebitamente l'assegno di cura.
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