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BOLZANO. «Posso dire subito una cosa prima di parlare di villa Mathilda? Che in Comune non sono e non siamo tutti degli incapaci. E che il vero problema di Bolzano non è il suo municipio e le nostre norme urbanistiche ma la Provincia che fa e disfa considerando il capoluogo come l'ultimo dei suoi paesi». L’ex assessore all’Urbanistica Chiara Pasquali sbotta. Sono giorni che legge del blocco del cantiere di via Cesare Battisti, di accuse di insipienza e grande capacità insabbiatrice dei funzionari municipali, di ricorsi e vendette postume che si stanno predisponendo all'ombra dei ricorsi. Tanto che “Mathilda” potrebbe assurgere a icona di quanto spesso succede a Bolzano, nell'incorciarsi e sovrapporsi di leggi comunali e provinciali, di novità normative che da Palazzo Widmann piovono sulla città lasciandola alle prese con pesanti difficoltà interpretative.
Vi accusano di non rispettare le leggi, tanto che la Provincia è intervenuta bloccando tutto...
Per rispettare le leggi bisogna che siano chiare.
Non lo sono?
Sono troppe! In Comune succede che iniziamo a esaminare la richiesta di una concessione, ad esempio proprio quella su via Battisti, con norme urbanistiche nostre e certe e poi, in corso d'opera, succede che la Provincia emana norme sue. Sulle distanze, sui bonus che si sovrappongono. E fa piovere le leggi con una visione provinciale. Del tipo: cubature, distanze valgono per tutti i Comuni, da Falzes a noi.
E non va?
No! A Bolzano ci sono stratificazioni costruttive inimmaginabili in Comuni da 10mila abitanti. Non siamo Appiano. C'è un piano urbanistico che data anni Sessanta, ci sono norme sulle zone di completamento, insiemi urbanistici, demolizioni ... ricostruzioni.
E la Provincia non fa distinzioni...
Mai fatte. Bolzano ha sempre fatto partire il calcolo delle distanze dai muri, non dai balconi. Poi si è cambiato. Ma con vuoti e incertezze interpretative. Villa Mathilda è uno dei frutti di questi cambiamenti in corso d'opera.
Ma vi accusano di insabbiare...
Il Comune non è fatto da stupidi o criminali incalliti. Ci sono tecnici molto preparati. E poi: nella commissione che esamina i progetti ci sono anche quelli della Provincia.
Intorno al progetto di villa Mathilda si sono subito levate proteste anche per il suo valore come esempio di costruzione razionalista...
Le abbiamo ascoltate. Ma l'edificio non è tutelato. Mi spiace. Non è piazza Vittoria. O viale Venezia. La tutela degli insiemi non la include.
Poi il conflitto coi vicini si è spostato sulle distanze.
E qui ha trovato terreno fertile per l'arrivo della norma provinciale. Ma il percorso era già avviato e ci si è mossi tentando di districarsi in uno slalom normativo fatto di sovrapposizioni e contraddizioni.
C'era sempre lei come referente politico?
Bolzano è stata commissariata l'anno scorso e dunque all'incrociarsi di norme provinciali e comunali c'è stato anche l'incrocio amministrativo.
Mathilda vittima del traffico convulso delle leggi, no?
Ma con una contraddizione di fondo: la Provincia legifera in materia urbanistica mettendo sempre sullo stesso piano il territorio e Bolzano. Ma Bolzano è un labirinto anche di storia urbana. E va trattato con prudenza. E rispetto.


