BOLZANO. «Mi hanno detto che il denaro vinto “non è più incassabile”. Perché? Perché, se vinci hai tempo due mesi per riscuotere la vincita. Altrimenti lo Stato si riprende tutto». Il bolzanino Franco Scaletto non può crederci: per la prima volta in vita sua ha vinto giocando al Lotto, ma si è presentato a ritirare la somma con dieci giorni di ritardo. «Ho giocato il 7 giugno - racconta incredulo -. Non ho una ricevitoria fissa. Quando capita compro una schedina e gioco tre numeri. Il 7 giugno ho giocato sull’ambo di Bari. Poi, tra mille cose, mi sono dimenticato di controllare».

Qualche giorno fa, però, la schedina gli finisce tra le mani per caso: «L’avevo messa in un’agenda - spiega Scaletto -. L’ho presa e ho controllato su internet. Quando ho visto che era vincente non credevo ai miei occhi: non vinco mai nulla di solito. Il mio primo pensiero è stato: “Questa volta ti è andata proprio bene: hai giocato quindici euro e ne hai vinti mille...».

Ma Scaletto ancora non sa che gusto amaro ha la sua “vincita”.

Non può immaginare che bisogna incassare il denaro entro sessanta giorni. Dietro alla schedina, in piccolo, sono elencate le “regole del gioco”. Ma quasi nessuno ci fa caso. E nemmeno Franco Scaletto lo ha fatto: «Sono andato in una ricevitoria - dice - e mi hanno detto che non segnava la vincita. Ho chiamato il Monopolio di Stato e l’operatore mi ha risposto: “Non è incassabile. È in ritardo di dieci giorni”. Sto pensando di andare in Procura a presentare querela. Una regola simile è assurda. Avrei preferito non trovarla questa maledetta schedina...».

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