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MERANO. La violenza sessuale c’è stata, lo hanno confermato le analisi dei medici ospedalieri, ora ai carabinieri il compito di ricostruire le varie fasi del gravissimo quanto odioso episodio e, possibilmente, assicurare alla giustizia il o gli stupratori.
La donna, una straniera di mezza età (ulteriori dettagli in possesso della redazione non vengono forniti a tutela della privacy della vittima, ndr), è stata trovata domenica mattina mentre vagava in stato confusionale per le campagne di Cermes. Apparentemente non mostrava segni di violenza, chi l’ha incrociata ha comunque pensato bene di chiamare i carabinieri della locale stazione che, ascoltata la drammatica storia, l’hanno fatta immediatamente trasferire in ambulanza al pronto soccorso del Tappeiner. Lì, poco dopo, la conferma dai test clinici: quello della donna non era un racconto di fantasia, la violenza era stata effettivamente consumata. I militari dell’Arma si sono quindi subito attivati per ricostruire le ultime ore della sventurata.
«Sabato sera sono salita su uno “shuttle-bus” in centro città - ha raccontato la donna tra le lacrime - all’interno del veicolo c’era un gruppetto di altri uomini, probabilmente dell'est Europa». Dal quel momento in poi i ricordi si fanno confusi, la donna ricorda solo i terribili momenti della violenza sessuale, subita probabilmente da più d’uno stupratore. Sta di fatto che ad un certo punto la psiche della poveretta va comprensibilmente in tilt e si risveglia solo la mattina dopo, nelle campagne di Cermes, senza aver memorizzato chi e come l’abbia scaricata in quel posto.
I carabinieri iniziano a cercare le prime conferme, dopo la prima, inequivocabile, arrivata dai medici del Tappeiner. Vengono esaminati i filmati delle telecamere che inquadrano il luogo dove la donna sarebbe salita sullo shuttle-bus: anche le immagini sembrano confermare la versione fornita. Si vedrebbe chiaramente la donna accomodarsi nel pulmino e, soprattutto, lo shuttle e di conseguenza il suo autista sarebbero ben individuabili.
Non resta a questo punto che rintracciare il conducente per ricostruire le successive fasi di quello che potrebbe essere uno stupro di gruppo. Ma questo è oggetto dell’attività investigativa di queste ore. L’auspicio è che dall’interrogatorio dell’autista si possa fare piena luce sull’accaduto e che dalle sue parole si possa risalire all’identità dei componenti il “branco” che, a detta della vittima, avrebbe consumato la violenza carnale. Resta anche da chiarire poi con quale mezzo sia stata portata fino a Cermes dove è stata trovata il mattino successivo.
Il fatto che da un certo momento in poi la sventurata non abbia ricordi lascia supporre che possa essere stata drogata o ubriacata: la conferma può arrivare solo dalle analisi cliniche. Resta il fatto che, drogata o ubriaca che fosse, qualcuno, o più d’uno, ha abusato della donna contro la sua volontà salvo poi, a violenza consumata, scaricarla come un sacco tra i frutteti della valle dell’Adige. Le indagini dell’Arma proseguono a ritmo serrato.
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