BOLZANO. Sette anni e dieci mesi per il violentatore.
Questa la condanna inflitta, ieri mattina con rito abbreviato, per due violenze sessuali, stalking e maltrattamento di animali dal giudice Walter Pelino: alla pena detentiva si aggiungono i tre anni in un centro di cura per persone con gravi problemi psichici. Il pubblico ministero Luisa Mosna aveva chiesto una condanna a 13 anni.
Sul banco degli imputati un uomo del Burgraviato (non diamo le generalità per non rendere riconoscibile la vittima, ndr) di 47 anni con un matrimonio fallito alle spalle. La vittima è una donna di 25 anni, sua vicina di casa: i due si conoscevano da tempo e in più occasioni l’uomo aveva accudito gli animali della giovane. La fiducia era tale che lei, quando andava in vacanza, gli affidava anche le chiavi di casa.
La situazione è cambiata bruscamente e il vicino affabile si è trasformato in un mostro durante una vacanza in Egitto. L’idea di partire assieme era nata per caso, dopo che la donna aveva litigato con il compagno. In tasca aveva due biglietti di aereo, le dispiaceva rinunciare al viaggio.
Non si era accorta però che quell’uomo aveva perso la testa per lei e che, dopo la rottura del matrimonio i problemi psichici fino a quel momento tenuti in qualche modo sotto controllo, stavano per esplodere.
E così, alla fine di luglio dello scorso anno, mentre si trovavano in vacanza a Sharm el-Sheikh, lui le aveva messo del narcotico in una spremuta d’arancia e l’aveva violentata.
Era solo l’inizio di un incubo.
Dopo il rientro in Alto Adige, erano seguite due settimane di terrore, fatte di centinaia di messaggi sul telefonino, prima di scuse, poi di avance e infine di minacce; quindi gli appostamenti, e una sequenza di foto scioccanti, comprese quelle di alcuni animali di proprietà della vittima. Non solo: successivamente si è scoperto che la spiava, giorno e notte, attraverso tre telecamere che le aveva installato in casa.
L’apice della violenza si è raggiunta a ferragosto, quando rientrando a casa ha trovato l’uomo davanti alla porta di casa che le ha puntato il coltello alla gola, minacciando di ucciderla. Quindi l’ha violentata di nuovo.
L’aggressore era stato bloccato dal rapido intervento dei carabinieri e da allora è detenuto nel carcere di Trento.
La perizia psichiatrica ha stabilito che l’uomo, dotato per altro di un quoziente intellettivo molto alto, è seminfermo di mente e pericoloso socialmente. Per questo motivo i prossimi tre anni, come disposto dal giudice Pelino, li trascorrerà in un Rems, ovvero in una residenza per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria. Il centro di riferimento a livello regionale è Pergine.
Il giudice ha fissato in 30 mila euro il risarcimento per i danni morali subiti dalla vittima, difesa dagli avvocati Flavio e Marcel Moccia.
«Quell’uomo - ha commentato Flavio Moccia - ha trasformato la vita della nostra assistita in un incubo. La pena che gli è stata inflitta è equa».

