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BOLZANO. «Si fa un gran parlare di donne emancipate e spesso ci si dimentica di tutte quelle che vengono picchiate e maltrattate dai mariti, dagli ex compagni e dai padri». Gabriella Kustatscher, presidente di Gea che gestisce il "Centro d'ascolto antiviolenza" e la "Casa delle donne" di Bolzano, spiega che nel 2010 sono state 662 le donne che hanno trovato la forza di chiedere aiuto in tutto l'Alto Adige (63% di nazionalità italiana, 37% europee o extraeuropee).
E non è tutto. «Negli ultimi dieci anni abbiamo aiutato 1.555 donne che si sono rivolte a noi per uscire da situazioni limite. Tante ce la fanno e trovano anche nella disperazione il coraggio di parlare, troppe sono ancora bloccate dalla paura e sopportano l'insopportabile».
Di che violenza si tratta? «Violenza che avviene dentro le mura di casa, fatta da chi ti dovrebbe voler bene e dare una mano. Violenza fisica e parlo di donne prese a botte: di recente ne ricordo una giovane a cui il marito aveva fatto cadere tutti i denti. Violenza sessuale: spessissimo le donne vengono picchiate dai mariti perché si rifiutano di avere un rapporto sessuale. Violenza economica e psicologica.
Quando si rivolgono a noi maltrattamenti e abusi vanno avanti da molto tempo e troppo spesso la vittima cerca giustificazioni. Ti dice: era ubriaco, aveva perso il lavoro, me la sono andata a cercare in fin dei conti è un mio dovere... Ve lo ricordate quel detto che dice che se un uomo torna a casa e picchia la moglie fa sempre bene... lui magari non sa perché lo fa ma lei sì!». Ma chi picchia la sua donna?
«Nel 78% dei casi si tratta del partner o dell'ex partner. Interessante rilevare come la cittadinanza dell'uomo-padrone sia per nel 73% italiana a testimonianza che la violenza è ancora radicata anche nella cultura locale, non solo in quelle straniere. Come vedete la mentalità maschile oggi è ancora questa e parliamo degli uomini tutti, non di stranieri in particolare».
E ieri, in occasione della ricorrenza della Giornata internazionale contro la violenza, l'assessore provinciale alla sanità Richard Theiner ha presentato la nuova "infocard" con indirizzi e numeri verdi a cui ci si può rivolgere per chiedere aiuto 24 ore su 24 e 365 giorni all'anno. In Trentino Alto Adige il 31,9% delle donne tra i 16 ed i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale almeno una volta nel corso della propria vita e solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata opera di uno sconosciuto.
I dati dell'attività del servizio Casa delle donne - alloggi protetti dell'Alto Adige che si occupa di violenza sulle donne (associazione Gea e associazione "Geschützte Wohnungen" del Kfs di Bolzano, associazione "Donne contro la violenza - Frauen gegen Gewalt - Onlus" di Merano, Comunità Comprensoriale Valle Isarco di Bressanone, associazione "Frauen helfen Frauen" di Brunico) confermano la portata del fenomeno anche in un territorio, quale quello altoatesino, che si è dimostrato nel corso degli anni sensibile alla tematica.
Il trend, degli ultimi anni, come spiega Sigrid Pisanu della Casa delle donne di Merano a nome delle cinque Case delle donne altoatesine, presenta numeri stabili: «La variazione significativa sta nel fatto che grazie al forte investimento in sensibilizzazione prodotto ora le donne conoscono di più le strutture».
Theiner ricorda come la Provincia eroghi 1,7 milioni all'anno per sostenere questo servizio: «Le cinque Case delle donne altoatesine (2 a Bolzano, ed una ciascuna a Merano, Bressanone e Brunico) sono strutture che funzionano egregiamente. Forniscono servizio di consulenza gratuita in vari campi da quello psicologico a quello legale e mettono a disposizione delle donne in situazione di violenza e dei loro figli 41 unità abitative».
E non è tutto. «Negli ultimi dieci anni abbiamo aiutato 1.555 donne che si sono rivolte a noi per uscire da situazioni limite. Tante ce la fanno e trovano anche nella disperazione il coraggio di parlare, troppe sono ancora bloccate dalla paura e sopportano l'insopportabile».
Di che violenza si tratta? «Violenza che avviene dentro le mura di casa, fatta da chi ti dovrebbe voler bene e dare una mano. Violenza fisica e parlo di donne prese a botte: di recente ne ricordo una giovane a cui il marito aveva fatto cadere tutti i denti. Violenza sessuale: spessissimo le donne vengono picchiate dai mariti perché si rifiutano di avere un rapporto sessuale. Violenza economica e psicologica.
Quando si rivolgono a noi maltrattamenti e abusi vanno avanti da molto tempo e troppo spesso la vittima cerca giustificazioni. Ti dice: era ubriaco, aveva perso il lavoro, me la sono andata a cercare in fin dei conti è un mio dovere... Ve lo ricordate quel detto che dice che se un uomo torna a casa e picchia la moglie fa sempre bene... lui magari non sa perché lo fa ma lei sì!». Ma chi picchia la sua donna?
«Nel 78% dei casi si tratta del partner o dell'ex partner. Interessante rilevare come la cittadinanza dell'uomo-padrone sia per nel 73% italiana a testimonianza che la violenza è ancora radicata anche nella cultura locale, non solo in quelle straniere. Come vedete la mentalità maschile oggi è ancora questa e parliamo degli uomini tutti, non di stranieri in particolare».
E ieri, in occasione della ricorrenza della Giornata internazionale contro la violenza, l'assessore provinciale alla sanità Richard Theiner ha presentato la nuova "infocard" con indirizzi e numeri verdi a cui ci si può rivolgere per chiedere aiuto 24 ore su 24 e 365 giorni all'anno. In Trentino Alto Adige il 31,9% delle donne tra i 16 ed i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale almeno una volta nel corso della propria vita e solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata opera di uno sconosciuto.
I dati dell'attività del servizio Casa delle donne - alloggi protetti dell'Alto Adige che si occupa di violenza sulle donne (associazione Gea e associazione "Geschützte Wohnungen" del Kfs di Bolzano, associazione "Donne contro la violenza - Frauen gegen Gewalt - Onlus" di Merano, Comunità Comprensoriale Valle Isarco di Bressanone, associazione "Frauen helfen Frauen" di Brunico) confermano la portata del fenomeno anche in un territorio, quale quello altoatesino, che si è dimostrato nel corso degli anni sensibile alla tematica.
Il trend, degli ultimi anni, come spiega Sigrid Pisanu della Casa delle donne di Merano a nome delle cinque Case delle donne altoatesine, presenta numeri stabili: «La variazione significativa sta nel fatto che grazie al forte investimento in sensibilizzazione prodotto ora le donne conoscono di più le strutture».
Theiner ricorda come la Provincia eroghi 1,7 milioni all'anno per sostenere questo servizio: «Le cinque Case delle donne altoatesine (2 a Bolzano, ed una ciascuna a Merano, Bressanone e Brunico) sono strutture che funzionano egregiamente. Forniscono servizio di consulenza gratuita in vari campi da quello psicologico a quello legale e mettono a disposizione delle donne in situazione di violenza e dei loro figli 41 unità abitative».
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