Nel mese di novembre scorso si era invaghito di una donna molto più giovane di lui, peraltro già impegnata, e non essendo stato ricambiato nelle proprie attenzioni ha iniziato a compiere una lunga serie di atti persecutori fino a quando, grazie alle indagini svolte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Vipiteno, è stato assicurato alla giustizia.

Si tratta di un impiegato di 60 anni, incensurato, che nell’autunno scorso ha perso la testa per una donna di 20 anni più giovane, che a sua volta convive con un uomo e che non aveva alcuna intenzione di cedere ai suoi corteggiamenti.

È iniziata una vera e propria sequela di atti persecutori e di minacce da parte dell’uomo. Biglietti e lettere (alla fine saranno 13 in tutto), alcuni dei quali anche a contenuto minatorio, inviati sia a lei che a lui. Lo squarcio delle gomme delle autovetture in uso ai due conviventi, addirittura in 12 occasioni ed altro ancora.

Alla fine i due, esasperati dalla situazione, si sono rivolti ai militari dell’Arma, che hanno immediatamente avviato un’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bolzano.

In particolare i Carabinieri hanno iniziato a sorvegliare l’esterno dell’abitazione della coppia, fino a quando qualche giorno fa, intorno alle 5 del mattino, non hanno sorpreso lo stalker proprio mentre si apprestava a tagliare per l’ennesima volta i copertoni delle ruote dell’autovettura del convivente della donna di cui si era invaghito.

Usciti allo scoperto, i militari hanno dovuto anche affrontare la violenta reazione dell’uomo che prima ha cercato di fuggire e poi, una volta preso, ha cercato più volte di divincolarsi. Alla fine è stato immobilizzato ed arrestato per atti persecutori e resistenza di pubblico ufficiale. Dopo aver ammesso le proprie responsabilità di fronte al Tribunale di Bolzano, ora si trova agli arresti domiciliari.