BOLZANO. Il Virgolo cade sempre più a pezzi ed ai residenti - da decenni in attesa di soluzioni - non resta che denunciare per l'ennesima volta il gravissimo stato di abbandono e degrado in cui versa la collina di Bolzano. «Sulla carta apparteniamo alla Circoscrizione Centro Piani Rencio, la realtà è che ci hanno dimenticato. É vero - dice chi lo abita - che edifici e terreno ridotti così sono di proprietà privata ed il Comune non può intervenire ma qui ne va anche della nostra sicurezza. Le nostre case stanno vicino al degrado e lo soffrono. Chiediamo controlli e soluzioni. I progetti prima di Thun e poi di Benko sono evaporati ma questo nostro Virgolo merita un futuro che fino ad oggi ci è stato negato». La lista delle segnalazioni è impietosa.

Le cappelle della via Crucis sono punti di spaccio, l'ex hotel Bellavista una discarica pericolante

«Le cappelle della via Crucis di Pie' di Virgolo - fatte restaurare alcuni anni fa - sono punti di spaccio. Il sentiero che porta dal Virgolo a Castel Flavon - raccontano - è ridotto ad un accampamento di tende e ricoveri di fortuna. L'ex hotel Bellavista mezzo diroccato è terra di nessuno, trasformato in discarica, centro di spaccio e ritrovo di disperati o di giovanissimi che spaccano tutto. In quella struttura che "vive" come una città, entra ed esce gente "strafatta" a tutte le ore del giorno e della notte. C'è un bel cancello verde tutt'attorno, è vero, ma hanno rotto il lucchetto: il via vai è continuo, gira molta droga ed il rischio di crolli è più che concreto. Ci stupiamo che non sia ancora successo qualcosa visto che dentro dormono i senzatetto».

L'area attorno all'ex funivia ed il centro sportivo ridotti a ruderi e boscaglia

Stessa sorte la vive da anni un'altra casa diroccata e tutta l'area che sta attorno alla stazione a monte della ex funivia. Era un centro sportivo ben frequentato. Oggi nella piscina sono cresciuti alberi e cespugli. Lo stesso accade per i campi da tennis e quello di bocce, invasi dalla boscaglia. I residenti spiegano che il cantiere Rfi, aperto per la costruzione del tunnel ferroviario sotto il Virgolo, ha peggiorato le cose»: «Le recinzioni sono leggere, il giro di disperati che vendono sostanze stupefacenti è continuo». Lo spaccio prosegue in viale Trento tra parco delle religioni e la parte dell'Isarco, lungo la ciclabile, verso il ponte giallo. Del resto quando si passa, basta annusare l'aria.

Il sogno del parco sul Virgolo aperto tutto l'anno

L'assessore all'Urbanistica del Comune - Stephan Konder - ha sperato nel rilancio e ci ha provato. «Immagino di realizzare sulla collina di Bolzano - aveva detto ancora la scorsa estate - il "Parco del Virgolo", aperto tutto l'anno». Nell'autunno 2024 sempre Konder aveva presentato assieme all'allora sindaco Renzo Caramaschi lo studio di fattibilità per una nuova funivia: portata di 1.000 persone all'ora, un minuto e 8 secondi il tempo di percorrenza, possibile prolungamento verso il Colle. Un progetto ambizioso dal costo complessivo di circa 40 milioni di euro: 20 per il primo troncone. Il Comune ritiene infatti - ad oggi - la realizzazione della funivia condizione indispensabile per un rilancio del Virgolo.

Rilancio strettamente legato alla trattativa con i proprietari dei terreni, ovvero il gruppo bavarese Schoeller che ha rivelato dall'immobiliarista austriaco Renè Benko il WaltherPark, quando era ancora un cantiere.

L'industriale si era detto disponibile a discutere con il Comune. Il privato potrebbe investire a patto di avere un interesse. «L'obiettivo nostro - ha sempre detto Konder - è quello di trovare una soluzione che metta d'accordo gli interessi del privato con quelli del pubblico».

In attesa che si trovi una soluzione che non arriva il Virgolo è al collasso.

Dal progetto Thun al museo di Ötzi, progetti avveniristici rimasti sulla carta

Nel 2010 Peter Thun aveva annunciato con una lettera all'allora sindaco Spagnolli l'addio al progetto di un Thuniversum in collina tra strutture ricettive, auditorium, parco e funivia. «Non siamo cementificatori - aveva detto rispondendo agli attacchi dei Verdi -: in questa vicenda ci hanno gettato solo fango addosso». Ci aveva poi riprovato Benko: il gruppo aveva presentato il progetto pubblico-privato "Viva Virgolo", firmato dallo studio di architettura norvegese Snøhetta, che puntava a spostare li il museo di Ötzi. Piano visionario da 170 milioni di euro bocciato dalla Conferenza dei servizi. Il parere negativo era arrivato proprio dalla giunta provinciale alla ricerca di un nuovo sito per realizzare il nuovo museo di Ötzi. Il Virgolo ha incassato troppi no e langue.