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BOLZANO. Eccole, le “macchine” che inizieranno a bucare il Virgolo. Sono perforatrici e, presto, anche le frese. Sono comparse in partenza da nord, intanto, a fianco di viale Trento e sui primi contrafforti della collina verso la stazione. «Siamo dentro il calendario dei lavori» annunciano da Rfi, che si è presa in carico il progetto e il cantiere per la costruzione del nuovo tunnel ferroviario che consentirà di raddoppiare le linee creandone una dedicata verso Merano indipendente da quella per Verona-Brennero. Il calendario dice questo: grandi fori di indagine per comprendere la tenuta nelle rocce e la qualità dello scavo da adesso per poi avviare, a gennaio - quindi tra poco più di un mese - il brillamento delle cariche che spezzeranno la resistenza delle rocce del Virgolo e creare i primi grandi fori da cui avviare la galleria verso sud dentro la pancia della collina.
Ma poi sono in corso da giorni altri lavori e questi riguardano invece proprio la città. Squadre di rocciatori sono al lavoro, infatti, per mettere in sicurezza il fianco del Virgolo smuovendo i massi pericolanti e quindi evitare che le vibrazioni dei mezzi n di scavo che entreranno in funzione a breve, possano causare smottamenti non previsti. «Si tratta di un intervento concordato nel tavolo di lavoro tra noi, Provincia e ferrovie - spiega Ivan Moroder - che riguarda interventi propedeutici allo scalo. Ma che toccano anche la sicurezza del quadrante urbano tutt’intorno». L’ingegnere del Comune guarda a sua volta con molta attenzione le possibili ricadute degli scavi per il tunnel lungo viale Trento, il più direttamente a ridosso della collina. “Non ci saranno conseguenze visibili per la città” dice. Probabilmente invece, udibili sì, visto il ruolo che le cariche avranno nella prima fase di scavo esterna alla collina. Sono allo studio, invece, interventi estemporanei di possibili chiusure limitate del traffico veicolare sull’asse, in concomitanza di fasi molto acute dei lavori. Ma questo si vedrà in corso d’opera. Predisposto invece il piano traffico oltre viale Trento, con chiusure di direttrici specifiche come Più di Virgolo e assi nel quadrante di ponte Roma, tra Santa Geltrude, il ponte ferroviario oltre la rotonda che porta ad Oltrisarco e, in alcune fasi, anche di tratti di via Roma. Ma più in là nel tempo, quando i lavori entreranno nel vivo e sul punto di far sbucare la galleria verso sud. Almeno due anni di disagi variamente attenzionati, dunque. Che partono ora e che proseguiranno a lungo. Inevitabili, perché questo tunnel è in ballo da anni e da anni le ferrovie attendono di poter trasformare la MeBo in una sorta di metropolitana di superficie con corse ogni quindici minuti. Disagi che, tuttavia, non termineranno con la conclusione dei lavori per nel tunnel Rfi, per la ragione che, subito dopo, saranno avviati quelli per la galleria stradale bis che a sua volta consentirà di avere una maggiore fluidificazione del traffico urbano, con la creazione di un asse preferenziale solo verso nord da via Grandi alla statale 12 verso Campiglio, e solo verso sud da Campiglio all’Arginale che - si spera - che per quel momento sarà stata raddoppiata. In mezzo, ed ecco la ragione del sovrapporsi di una serie di piani traffico specifici, gli altri cantieri di Bolzano sud, da via Einstein fino in via Grandi, dopo i quali un ulteriore tunnel stradale sotto la rotonda di via Roma inciderà proprio nel terreno interessato alle gallerie del Virgolo.


