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BOLZANO. Clinica Santa Maria, dal primo gennaio 2012 cambiano i rimborsi ai pazienti. Il presidente Luis Durnwalder nella consueta conferenza stampa del lunedì è stato molto chiaro: «L'assessore Theiner ha raggiunto un compromesso con la clinica, approvato ieri dalla giunta, che conferma l'"assistenza indiretta" ma la limita alle fasce sociali deboli e alle persone senza assicurazione privata».
Restano ancora da stabilire le fasce massime di reddito. Insomma si cambia. I sessanta medici che lavorano all'interno della struttura privata di proprietà delle suore terziarie francescane - che da mesi lottano per difendere l'"assistenza indiretta" in parole povere il rimborso che la Provincia paga ai pazienti - sono preoccupati e scettici: «Non sapevamo che fosse stato firmato un compromesso con la Provincia - i nostri amministratori non ci hanno detto un bel niente - e temiamo il limite di reddito, se è troppo basso penalizzerà tutta la clinica».
Durnwalder non è di questo avviso ed è convinto che in questa maniera si risparmieranno soldi pubblici, si eviteranno doppioni e si andrà verso un sistema sanitario più equo: «Il rimborso indiretto, di cui oggi gode solo la Santa Maria, si trasformerà di fatto in un rimborso sociale del quale beneficeranno le fasce deboli e che scatterà dal primo gennaio 2012. Lo trovo corretto. Così facendo potremo garantire la libera scelta anche ai pazienti meno abbienti rispettando però gli obiettivi di risparmio della Riforma clinica».
La giunta provinciale - intanto - ieri ha modificato il cosiddetto regime di assistenza ospedaliera in forma indiretta (legge provinciale n. 7 del 5 marzo 2011). Due le variazioni importanti. La prima riconosce il rimborso delle prestazioni sanitarie, all'interno di strutture sanitarie non convenzionate, solamente ai cittadini che abbiano un preciso reddito. La seconda crea le premesse normative affinché la giunta possa limitare o addirittura evitare il rimborso a chi ha già un'assicurazione o possiede altre forme di indennizzo.
E sarà anche possibile, in futuro, limitare o evitare il rimborso di prestazioni che non rispettino i requisiti di qualità ed appropriatezza. La questione è chiara ma non chiarissima. Resta da capire quale sarà il limite massimo di reddito. I medici della Santa Maria sono preoccupati: «Se è troppo basso rischiamo di chiudere». Nessuno di loro si arrischia ad anticipare delle cifre concrete ma spiegano che nei mesi scorsi il limite massimo di reddito di cui avevano sentito parlare si aggirava attorno ai 25.000 euro l'anno: «Troppo basso».
Florian Zerzer, capo Dipartimento sanità, esclude una cifra così esigua. «L'accordo sul limite di reddito non è ancora stato trovato, noi speriamo di arrivarci per la fine dell'estate. Posso solo fugare i timori dei medici e spiegare che la cifra di 25.000 euro l'anno non è credibile». Dottor Zerzer, quale potrebbe essere una corretta ipotesi di soluzione? «Ancora non lo so, vedremo di metterci d'accordo. Puntiamo a soluzioni flessibili che avranno come base il Durp, la dichiarazione unificata di reddito e patrimonio per i settori sociale e sanitario che entra in vigore dal primo settembre».
Saranno favorite le fasce deboli? «Sì. Diciamo le fasce di reddito medie e medio-basse». Potrebbe essere che l'accordo tra Provincia e Santa Maria alla fine permetta il rimborso a chi ha un reddito massimo fino a 60 mila euro l'anno. Zerzer spiega che la seconda grossa novità punta a limitare o addirittura evitare il rimborso a chi ha già un'assicurazione o possiede altre forme di indennizzo. «Si tratta di una soluzione che trovo giustissima. Non è possibile che la Provincia faccia arricchire le assicurazioni. Abbiamo fatto due conti e posso già dire che con questa modifica alla normativa le casse pubbliche andranno subito a risparmiare tondo tondo 1 milione di euro».
I medici però si sentono penalizzati, lei cosa risponde? «Dico che la Santa Maria era l'unica clinica privata dell' Alto Adige priva di convenzione con l'Azienda sanitaria provinciale e sarebbe stata colpita in modo pesante dall'abolizione del sistema dell'assistenza indiretta cosa che invece non avverrà».
Restano ancora da stabilire le fasce massime di reddito. Insomma si cambia. I sessanta medici che lavorano all'interno della struttura privata di proprietà delle suore terziarie francescane - che da mesi lottano per difendere l'"assistenza indiretta" in parole povere il rimborso che la Provincia paga ai pazienti - sono preoccupati e scettici: «Non sapevamo che fosse stato firmato un compromesso con la Provincia - i nostri amministratori non ci hanno detto un bel niente - e temiamo il limite di reddito, se è troppo basso penalizzerà tutta la clinica».
Durnwalder non è di questo avviso ed è convinto che in questa maniera si risparmieranno soldi pubblici, si eviteranno doppioni e si andrà verso un sistema sanitario più equo: «Il rimborso indiretto, di cui oggi gode solo la Santa Maria, si trasformerà di fatto in un rimborso sociale del quale beneficeranno le fasce deboli e che scatterà dal primo gennaio 2012. Lo trovo corretto. Così facendo potremo garantire la libera scelta anche ai pazienti meno abbienti rispettando però gli obiettivi di risparmio della Riforma clinica».
La giunta provinciale - intanto - ieri ha modificato il cosiddetto regime di assistenza ospedaliera in forma indiretta (legge provinciale n. 7 del 5 marzo 2011). Due le variazioni importanti. La prima riconosce il rimborso delle prestazioni sanitarie, all'interno di strutture sanitarie non convenzionate, solamente ai cittadini che abbiano un preciso reddito. La seconda crea le premesse normative affinché la giunta possa limitare o addirittura evitare il rimborso a chi ha già un'assicurazione o possiede altre forme di indennizzo.
E sarà anche possibile, in futuro, limitare o evitare il rimborso di prestazioni che non rispettino i requisiti di qualità ed appropriatezza. La questione è chiara ma non chiarissima. Resta da capire quale sarà il limite massimo di reddito. I medici della Santa Maria sono preoccupati: «Se è troppo basso rischiamo di chiudere». Nessuno di loro si arrischia ad anticipare delle cifre concrete ma spiegano che nei mesi scorsi il limite massimo di reddito di cui avevano sentito parlare si aggirava attorno ai 25.000 euro l'anno: «Troppo basso».
Florian Zerzer, capo Dipartimento sanità, esclude una cifra così esigua. «L'accordo sul limite di reddito non è ancora stato trovato, noi speriamo di arrivarci per la fine dell'estate. Posso solo fugare i timori dei medici e spiegare che la cifra di 25.000 euro l'anno non è credibile». Dottor Zerzer, quale potrebbe essere una corretta ipotesi di soluzione? «Ancora non lo so, vedremo di metterci d'accordo. Puntiamo a soluzioni flessibili che avranno come base il Durp, la dichiarazione unificata di reddito e patrimonio per i settori sociale e sanitario che entra in vigore dal primo settembre».
Saranno favorite le fasce deboli? «Sì. Diciamo le fasce di reddito medie e medio-basse». Potrebbe essere che l'accordo tra Provincia e Santa Maria alla fine permetta il rimborso a chi ha un reddito massimo fino a 60 mila euro l'anno. Zerzer spiega che la seconda grossa novità punta a limitare o addirittura evitare il rimborso a chi ha già un'assicurazione o possiede altre forme di indennizzo. «Si tratta di una soluzione che trovo giustissima. Non è possibile che la Provincia faccia arricchire le assicurazioni. Abbiamo fatto due conti e posso già dire che con questa modifica alla normativa le casse pubbliche andranno subito a risparmiare tondo tondo 1 milione di euro».
I medici però si sentono penalizzati, lei cosa risponde? «Dico che la Santa Maria era l'unica clinica privata dell' Alto Adige priva di convenzione con l'Azienda sanitaria provinciale e sarebbe stata colpita in modo pesante dall'abolizione del sistema dell'assistenza indiretta cosa che invece non avverrà».
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