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BOLZANO. La Svp ha provato ieri a fare passare a sorpresa un blitz a favore dei titolari di vitalizi, cancellando il divieto di ricevere consulenze pagate dalla Provincia. Proprio ora che sui vitalizi d'oro ci sono i cannoni puntati. Alessandro Urzì (Fli) se n'è accorto in commissione. La Svp a malincuore ha fatto marcia indietro. Di questi tempi, quello andato in scena ieri nella prima commissione legislativa del Consiglio provinciale è sembrato un siparietto surreale. Il tentativo: cancellare una legge del 2009 nata per dare un segnale di moralizzazione sul circuito politica-affari e i benefici riservati agli eletti, una volta usciti dai palazzi.
Provincia e Regione sono nel pieno della discussione sul taglio dei costi della politica. I vitalizi d'oro degli ex assessori e consiglieri, assegni mensili che arrivano a seimila euro netti, sono costantemente citati come esempio di scandalo cui mettere mano dove possibile (il regime è oggi cambiato e i nuovi eletti non percepiranno vitalizio). Nessun problema. La Svp ieri ci ha provato ugualmente attraverso un emendamento presentato a sorpresa dai primi firmatari Julia Unterberger e il capogruppo Elmar Pichler Rolle.
La commissione stava esaminando il disegno di legge firmato da Martha Stocker (Svp) che prevede modifiche alla legge 12 del 2007 sui «Servizi pubblici locali». Una legge nata, secondo le intenzioni di Martha Stocker, per mettere ordine sulla questione delle quote rosa nei cda pubblici (questa parte del testo è stata approvata dalla commissione e passa ora in consiglio provinciale). Peccato che i consiglieri della commissione si siano trovati ieri mattina sul tavolo l'emendamento Unterberger-Pichler Rolle. «Quasi non credevo che ci stessero veramente provando», commenta Urzì a cose fatte.
L'emendamento proponeva di cancellare dalla legge in vigore sui servizi pubblici locali la norma sulle consulenze agli ex politici approvata in consiglio dopo accese discussioni il 13 novembre 2009. Il testo riguarda i titolari di vitalizi in quanto ex consiglieri provinciali-regionali, parlamentari nazionali ed europei. Per questi ex politici era stata decisa una stretta, tuttora in vigore: «Ai titolari di vitalizi non possono essere conferiti incarichi di consulenza retribuiti dal consiglio o dalla giunta provinciale». Due anni fa lo spirito della regola, accolta dalla stessa Svp, era palese: evitare un cortocircuito di favori tra la poltica in carica e gli ex eletti, cui potevano essere conferiti incarichi di consulenza di vario titolo per amicizia, cameratismo tra ex colleghi o magari risarcimento per mancate candidature.
L'emendamento voleva cancellare tutto questo. Racconta Urzì: «La mia richiesta di chiarimento ha ricevuto una risposta del tutto improbabile. Mi è stato detto da Pichler Rolle che non era adeguata la colocazione della norma all'interno della legge sui servizi pubblici locali. Che intanto sarebbe stato giusto cancellarla, per inserirla poi in una cornice giuridica più consona. Palesi scuse. Ci hanno semplicemente provato». La discussione si era interrotta a questo punto per la pausa pranzo. Al rientro pomeridiano la Svp ha annunciato il ritiro dell'emendamento. «Diciamo che in questo momento sarebbe stato complicato fare passare il messaggio...» commenta qualche esponente della Svp a blitz fallito. Urzì non si illude: «Ci riproveranno».
Provincia e Regione sono nel pieno della discussione sul taglio dei costi della politica. I vitalizi d'oro degli ex assessori e consiglieri, assegni mensili che arrivano a seimila euro netti, sono costantemente citati come esempio di scandalo cui mettere mano dove possibile (il regime è oggi cambiato e i nuovi eletti non percepiranno vitalizio). Nessun problema. La Svp ieri ci ha provato ugualmente attraverso un emendamento presentato a sorpresa dai primi firmatari Julia Unterberger e il capogruppo Elmar Pichler Rolle.
La commissione stava esaminando il disegno di legge firmato da Martha Stocker (Svp) che prevede modifiche alla legge 12 del 2007 sui «Servizi pubblici locali». Una legge nata, secondo le intenzioni di Martha Stocker, per mettere ordine sulla questione delle quote rosa nei cda pubblici (questa parte del testo è stata approvata dalla commissione e passa ora in consiglio provinciale). Peccato che i consiglieri della commissione si siano trovati ieri mattina sul tavolo l'emendamento Unterberger-Pichler Rolle. «Quasi non credevo che ci stessero veramente provando», commenta Urzì a cose fatte.
L'emendamento proponeva di cancellare dalla legge in vigore sui servizi pubblici locali la norma sulle consulenze agli ex politici approvata in consiglio dopo accese discussioni il 13 novembre 2009. Il testo riguarda i titolari di vitalizi in quanto ex consiglieri provinciali-regionali, parlamentari nazionali ed europei. Per questi ex politici era stata decisa una stretta, tuttora in vigore: «Ai titolari di vitalizi non possono essere conferiti incarichi di consulenza retribuiti dal consiglio o dalla giunta provinciale». Due anni fa lo spirito della regola, accolta dalla stessa Svp, era palese: evitare un cortocircuito di favori tra la poltica in carica e gli ex eletti, cui potevano essere conferiti incarichi di consulenza di vario titolo per amicizia, cameratismo tra ex colleghi o magari risarcimento per mancate candidature.
L'emendamento voleva cancellare tutto questo. Racconta Urzì: «La mia richiesta di chiarimento ha ricevuto una risposta del tutto improbabile. Mi è stato detto da Pichler Rolle che non era adeguata la colocazione della norma all'interno della legge sui servizi pubblici locali. Che intanto sarebbe stato giusto cancellarla, per inserirla poi in una cornice giuridica più consona. Palesi scuse. Ci hanno semplicemente provato». La discussione si era interrotta a questo punto per la pausa pranzo. Al rientro pomeridiano la Svp ha annunciato il ritiro dell'emendamento. «Diciamo che in questo momento sarebbe stato complicato fare passare il messaggio...» commenta qualche esponente della Svp a blitz fallito. Urzì non si illude: «Ci riproveranno».
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