BOLZANO. Spuntano i casi disperati delle pensioni d’oro. Viene annunciato che una manciata di ex consiglieri, non ancora titolari di vitalizio, non potranno restituire i lauti anticipi ricevuti, come impone il disegno di legge licenziato venerdì dalla seduta dei capigruppo regionali e pronto per la discussione in commissione. La legge, che comporterà tagli dal 6 al 40% delle attualizzazioni, è avviata verso l’approvazione a luglio ed è il momento delle resistenze finali, dei tentativi di affossamento. Ieri è stata la giornata dei «casi umani», dell’ennesima reprimenda di Franz Pahl (associazione degli ex consiglieri), della presa di posizione del presidente del consiglio regionale Diego Moltrer e del capogruppo della Svp Dieter Steger, che precisano: «Con gli ex si parlerà, ma nessuna trattativa». Il presidente Arno Kompatscher sottolinea: «Passo dopo passo ci avviciniamo all’obiettivo: approvare la legge entro fine luglio».

Gli ex in crisi. Hans Heiss spiega che i Verdi non hanno firmato i due disegni di legge a causa di alcuni punti troppo «generosi». Tra questi c’è la possibilità per ex consiglieri non ancora in età da vitalizio di tenere l'anticipo, che verrà scalato da ciò che otterranno una volta raggiunta l'età pensionabile. È vero che gli interessati dovranno motivare la loro richiesta, ma così «gli anticipi rientrano dalla finestra», accusano i Verdi. Moltrer spiega che ciò è necessario per «alcuni casi disperati» di consiglieri che non sono in condizioni di restituire. I casi disperati non sono piuttosto nei dintorni di aziende chiuse e personale senza lavoro? Così risponde Moltrer: «Si tratta di poche persone, cinque o sei, uno solo trentino e gli altri altoatesini, di cui sono stato informato da altri consiglieri. Sono ex consiglieri tra i 50 e i 60 anni, che sono a casa senza lavoro». Gli stessi hanno ricevuto sostanziose liquidazioni, oltre all'indennità di cui hanno goduto da consiglieri, possibile che non siano in grado di restituire il denaro ricevuto? «Chiederemo loro le carte che provino la loro situazione. C'è gente che i soldi ricevuti dall'attualizzazione li ha investiti, magari ha acquistato qualche appartamento, ma oggi non è che con le case ci si mangia», risponde Moltrer.

Pahl all’attacco. L’Obmann Philipp Achamnmer ha incontrato gli ex consiglieri della Svp e nei giorni scorsi ha chiesto a tutti, attivi e non, di limitare le polemiche. Ma Franz Pahl torna ad attaccare i due disegni di legge, che rappresenterebbero una «palese intromissione in diritti acquisiti», una violazione dell’accordo stipulato dagli ex nel 2012. La Svp, accusa Pahl, «supporta la politica populista del presidente Rossi, che però ha salvato i propri 211 mila euro (gli accantonamenti previdenziali restituiti ai consiglieri eletti la prima volta nel 2008)». Pahl conferma che gli ex reagiranno. Se i ricorsi sono ormai scontati, la maggioranza tratterà con gli ex?

Nessuna trattativa. Anche il presidente Arno Kompatscher, oltre ad Achammer, ha incontrato Pahl. Ma Steger precisa: «Parleremo con tutti, ma nessuna trattativa. Per quanto riguarda la Svp, la decisione finale arriverà dal gruppo consiliare e dalla direzione o dal parlamentino, perché nostra è la responsabilità». La Svp ha firmato la legge, «ma abbiamo chiesto di ricevere in commissione le cifre caso per caso. Pahl cerca di confondere le acque, ma la Svp è la prima interessata a una legge corretta, senza caccia alle streghe». Precisa Moltrer: «Chiameremo i consiglieri ed ex uno ad uno, per comunicare loro la percentuale di riduzione delle somme attualizzate. Ma non possiamo trattare: dobbiamo attenerci a quello che ci hanno detto i consulenti e che abbiamo messo nella legge. Questo è l'equilibrio che garantisce i principi di sobrietà, ragionevolezza e contenimento della spesa». (fr.g). e ( ch.b.)

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