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BOLZANO. Si azzera tutto e si riparte con la restituzione dei famigerati anticipi già versati, taglio del 20 per cento dei vitalizi e innalzamento del diritto al vitalizio ai 66 anni. Questa in sintesi la proposta che il presidente della Regione Ugo Rossi e il suo vice Arno Kompatscher hanno illustrato ieri all’ufficio di presidenza del Consiglio regionale con il consulente Luca Nogler . Il risparmio, come ha detto lo stesso Rossi, è consistente, anche se è difficilmente calcolabile al momento, visto che dipende da una serie di opzioni dei singoli consiglieri e dal ricalcolo della cosiddetta attualizzazione con parametri finalmente in linea con quelli dei comuni mortali. Quello che è sicuro è che per il passato dovrebbe essere vicino ai 15 milioni di euro, mentre per il futuro sarebbe di almeno un milione e 500 mila euro all’anno, ovvero il taglio del 20 per cento dei vitalizi da pagare ai consiglieri. Tutti i risparmi finiranno in un fondo regionale per l’occupazione. Il documento presentato ieri sarà presentato ai capigruppo già il 15 aprile e il presidente del Consiglio regionale Diego Moltrer ha detto che si arriverà a una legge entro fine giugno. Rossi ieri ha ribadito che le linee di indirizzo seguite nello studio affidato ai professori Luca Nogler e Giandomenico Falcon erano quelle dell’equità e della ragionevolezza.
Attualizzazione. Saranno rivisti i parametri da utilizzare per la rideterminazione del valore attuale dei vitalizi. La speranza di vita sarà quella media, senza alcuna maggiorazione. Sarà rivisto il tasso di interesse e sarà applicata una diversa percentuale di riduzione sui vitalizi. Per chi ancora non ha maturato i requisiti previsti per il diritto al vitalizio, o perché consigliere in carica o perché non ha l’età, ovvero 23 persone, il calcolo del valore attuale viene effettuato al momento della maturazione dei requisiti. Questo vuol dire che dovranno restituire l’anticipo.
Taglio del 20 per cento. L’ammontare lordo mensile di tutti i vitalizi diretti e degli assegni di reversibilità, compresi quelli in godimento, è (o sarà dal momento in cui nascerà il diritto al vitalizio) tagliato del 20 per cento, ovvero la riduzione dell’indennità parlamentare.
Vitalizio a 66 anni. L’età per la maturazione del diritto al vitalizio passa da 65 a 66 anni per chi ancora non ne beneficia. Chi già lo prende continuerà a prenderlo, anche se ridotto.
Via i vitalizi per il futuro. La proposta prevede la soppressione del vitalizio per tutti i consiglieri eletti a decorrere da questa legislatura. Per i lavoratori dipendenti che potranno usufruire dei contributi figurativi pagati dall’Inps secondo la legge 300 è prevista la riduzione dell’indennità consiliare mensile lorda. Per i lavoratori autonomi, invece, l’indennità resta come è. Si tratta di calcolare questo scarto. Dal punto di vista pratico, accadrà che tutti i consiglieri eletti prima della XIV legislatura saranno chiamati nuovamente a una scelta. Dovranno scegliere tra il vitalizio vecchia maniera, ma con un taglio del 20 per cento, e l’attualizzazione nuova versione. Tutti comunque dovranno restituire gli anticipi. Kompatscher è ottimista: «Con questo parere si creano nuove basi giuridiche e si potranno ricalcolare tutti i pagamenti e le aspettative dei consiglieri stessi». Intanto emerge una seconda consulenza urgente affidata il 31 marzo dalla giunta regionale, indirizzata specificamente all’elaborazione dei nuovi criteri. Al professor Giampaolo Crenca, di Roma, attuario, è stato affidato «un incarico di supporto tecnico attuariale nella predisposizione di un disegno di legge diretto a indicare i parametri tecnico-attuariali sottostanti l’attribuzione degli assegni vitalizi» e «l’effettuazione di quattro stime utilizzando i parametri, individuati nell’attività anzidetta, su alcuni soggetti selezionati». Una curiosità sui costi. Crenca aveva proposto un compenso di 40 mila euro per un incarico massimo di un mese. La giunta ha tagliato il compenso a 10 mila euro, riducendo in parte il raggio di azione della consulenza. (u.c.)
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