BOLZANO. Il testo del disegno di legge sui vitalizi finalmente c’è e oggi verrà consegnato ai capigruppo del consiglio regionale, che domani pomeriggio inizieranno a prenderlo in esame. Ma anche ieri, in ufficio di presidenza, le discussioni non sono mancate e la riunione si è protratta diverse ore. La votazione è finita 5-1: a pronunciarsi negativamente è stata ancora Veronika Stirner Brantsch (Svp). Ma non è detto che l’articolato licenziato ieri dal presidente Diego Moltrer, con il via libera del vice Thomas Widmann, di Florian Mussner (Svp), di Walter Viola di Progetto Trentino e Pietro De Godenz dell’Upt, sia quello che passerà all’esame dell’aula. Vale la pena partire da una affermazione impegnativa di Moltrer: la previsione cioè di un quasi dimezzamento dei costi per l’ente pubblico rispetto al regime pensionistico degli ex consiglieri disciplinato con la legge regionale 6/2012. Spiega Moltrer: «Tra l’abbassamento delle percentuali medie degli ex consiglieri, il recupero delle somme di chi ora non ne avrà diritto, di quelle dei consiglieri della quattordicesima legislatura e delle rendite rese finora dal Fondo Family, riferendoci al lordo possiamo stimare una riduzione complessiva tra il 46 e il 48%». Per il resto, tutto confermato: dalla curva dei tassi di sconto con tagli progressivi, più pesanti (49%) per i consiglieri con meno di 60 anni e via via più leggeri all’avanzare dell’età fino a una decurtazione del 16% per gli over 80. Resta inoltre fissato in 9 mila euro lordi il tetto del cumulo per chi percepisce vitalizi anche da mandati parlamentari. Ma soprattutto, il disegno di legge prevede i 66 anni come età necessaria per percepire il vitalizio, ma con possibilità di riscuoterlo a 60, con riduzioni dell’assegno pari al 2% per ogni anno di anticipo: ed è senz’altro questo il punto più controverso, che potrebbe uscire modificato dalle decisioni della maggioranza regionale. «Questa è la nostra proposta», si limita a dire Moltrer, «se la maggioranza riterrà di non prevedere anticipi, ci adegueremo». Il testo conterrà anche misure di adeguamento al decreto Monti del 2012, con riduzioni delle indennità del presidente del Consiglio, del suo vice e dei segretari questori e della giunta regionale con 13.800 euro lordi come compenso massimo per i presidenti. Capitolo anticipi. Il disegno di legge prevede che entro 60 giorni dall’approvazione vengano restituiti gli anticipi: «Chi non aveva maturato il diritto, al momento dell’applicazione della legge 6 ed aveva goduto comunque dell’attualizzazione, dovrà restituire tutta la cifra ricevuta». È possibile tornare al vitalizio precedente alla legge del 2012, decurtato del 20%. I presidenti Rossi e Kompatscher nella loro proposta avevano fissato i 66 anni. A favore di quella ipotesi, in contrasto con la proposta Moltrer, si sono espressi i gruppi di Pd e Upt. I 66 anni, senza possibilità di deroghe, erano anche l’obiettivo della Svp. Lo ricorda il capogruppo Dieter Steger: «Per noi erano fondamentali tre punti. Il ricalcolo della aspettativa di vita, del tasso di sconto e l’età pensionabile a 66 anni, come per gli altri lavoratori». Steger non annuncia ancora quanti margini di trattativa garantirà la Svp: «Mercoldì (domani, ndr) parteciperò alla riunione dei capigruppo e venerdì riunirò il gruppo. Lunedì infine discussione nella sede del partito per fissare la linea».

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