BOLZANO. Vitalizi, ci risiamo con il problema della trasparenza. Il presidente del consiglio regionale Diego Moltrer ha deciso di tenere coperte fino all’ultimo le carte con le cifre caso per caso in base alla nuova legge. Il consiglio regionale è convocato da martedì a venerdì della prossima settimana per il voto sulla riforma dei vitalizi. I consiglieri ci arriveranno senza avere le schede con la traduzione in cifre dei nuovi parametri previsti dai disegni di legge n. 8 e n. 9, che mirano a recuperare in parte i maxi indennizzi concessi dalla legge del 2012 in cambio della riduzione dei vitalizi a 2800 euro netti.
La trasparenza. I consiglieri sono chiamati a votare al buio, o quasi. I gruppi avevano chiesto a Moltrer di ricevere in commissione le tabelle per avere il quadro esatto di ciò che comporterà la riforma. In commissione quei fogli non sono arrivati e neppure dopo. Annuncia Moltrer: «Distribuirò le tabelle il giorno stesso del consiglio regionale. Voglio prima parlare con le persone interessate ed evitare che leggano le cifre sul giornale». Nel fine settimana è previsto un incontro di Moltrer con gli ex consiglieri. Le tabelle sono pronte, ma Moltrer ha deciso di non divulgarle. Questo non compromette la possibilità dei consiglieri di rivedere la propria posizione sulla legge, preparando eventuali emendamenti? «Ma no», risponde Moltrer, «c’è tutto il tempo per ragionare, visto che il consiglio è convocato per più giorni e gli emendamenti potranno essere depositati fino all’ultimo». Ma i gruppi non ci stanno. «Non ci interessa avere le tabelle con i nomi», chiarisce Dieter Steger (capogruppo Svp), «ma è essenziale avere le schede da cui si capisca al meglio come la legge si tradurrà nelle varie situazioni. Avevamo chiesto di avere queste schede in commissione, non sono arrivate. Mi aspetto che il presidente Moltrer ce le fornisca entro il fine settimana. Non vogliamo ritrovarci come nel 2012, con una legge votata senza che i consiglieri si rendessero conto di quali cifre fossero in discussione. Uno scandalo ci è bastato». Durissimi anche i Verdi, che annunciano il probabile voto contrario sulla legge. «Basterebbe questa assenza di trasparenza per motivare il nostro “no”», avvertono Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba e Hans Heiss. Accusa il capogruppo Dello Sbarba: «Il comportamento di Moltrer è inaccettabile. L’organismo legislativo viene tenuto all’oscuro di informazioni che vengono invece fornite ai diretti interessati, con i quali evidentemente prosegue la trattativa. Il consiglio regionale conta meno delle lobby». I consiglieri hanno in mano i disegni di legge che chiariscono i parametri in base ai quali vengono conteggiati i nuovi «indennizzi». Non basta, replicano i Verdi, «Per evitare altre sorprese c’è bisogno delle proiezioni caso per caso. Non possiamo basarci sui nostri calcoli, serve qualcosa di ufficiale».
L’agenda. Lunedì mattina è prevista la seduta del gruppo della Svp. Sempre lunedì è convocato un vertice di maggioranza, su eventuali emendamenti. Da martedì lavori in aula.
Le modifiche. I Verdi hanno presentato ieri un pacchetto di emendamenti. Ritengono che i disegni di legge nelle discussioni di queste settimana si siano sempre più «alleggeriti». Gli annunciati tagli agli anticipi, riassume Dello Sbarba, «alla fine risulteranno inferiori a quanto promesso dalla maggioranza». I Verdi chiedono di introdurre un nuovo parametro nel conteggio degli anticipi: ad aspettativa di vita e tasso di sconto aggiungere i contributi versati dai consiglieri. «Non è equo che vengano meno penalizzati i più anziani, che sono anche coloro che hanno versato di meno: nella XI legislatura versavano 1494 euro al mese, contro i 3280 cui siamo arrivati nella scorsa legislatura». No dei Verdi alla possibilità di chiedere la restituzione integrale dei contributi, in cambio della rinuncia al vitalizio. Per i Verdi l’età pensionabile deve essere a 66 anni, senza la possibilità di anticipare a 60 anni (con penalizzazione del 3%). Al taglio del 20% previsto sui vitalizi, la legge affianca un ulteriore 10% a carico degli ex consiglieri che nel 2012 avevano rifiutato l’attualizzazione, conservando il vitalizio pieno. I Verdi chiedono di estendere il 10% ai vitalizi attualizzati. Chiesto anche un taglio più forte di quanto previsto alle indennità dell’ufficio di presidenza del consiglio regionale.
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