BOLZANO. Difenderanno i loro vitalizi da ogni minimo taglio fino in fondo. E per farlo gli ex consiglieri provinciali hanno deciso di affidarsi a una squadra di avvocati costituzionalisti di primissimo piano, a partire da alcuni ex presidenti della Consulta stessa come Giovanni Maria Flick e Cesare Ruperto. Al consiglio regionale è stato comunicato finora solo il ricorso di Alois Kofler contro la legge regionale che ridimensiona le attualizzazioni, ma si sa che muoveranno battaglia almeno una cinquantina di beneficiari di vitalizi su 127 aventi diritto. E la strategia è stata messa a punto da tempo.

La Svp è sotto schiaffo politico, perché tra i protagonisti dei ricorsi ci sono i suoi ex vertici. Luis Durnwalder, presidente provinciale per 25 anni, ha confermato più volte l’intenzione di presentare ricorso. Si aggiunge ora il nome dell’ex Obmann Siegfried Brugger, che prima della lunga esperienza parlamentare era stato consigliere provinciale dal 1988 al 1994. La legislatura effettuata garantisce a Brugger un vitalizio dal consiglio regionale (a febbraio risultava la cifra di 2.131 euro netti). Il nome di Brugger non figura negli elenchi delle attualizzazioni perché, spiega egli stesso, «non ho optato per quella procedura, non ho ricevuto alcun anticipo». Brugger non indica le ragioni che lo porteranno probabilmente a presentare ricorso, ma sottolinea che la situazione in cui si è venuto a trovare è «illegittima». Solo otto beneficiari di vitalizi nel 2013, dopo la legge Thaler, decisero di non attualizzare. Per questo gruppo ristretto, ricorda il presidente del consiglio regionale Diego Moltrer, le nuove leggi regionali sui vitalizi, la 4 e la 5 del luglio 2014, prevedono una decurtazione del 20% dell’assegno mensile. Numerosi altri esponenti della Svp si rivolgeranno al Tar, ma la presenza di Durnwalder e Brugger ha un evidente peso simbolico: la vecchia guardia prova ad azzoppare la riforma messa insieme faticosamente dalla nuova Svp del presidente Kompatscher e dell’Obmann Achammer, insieme al presidente regionale Ugo Rossi. Brugger è impegnato personalmente a studiare le leggi nella sua veste di avvocato. E qui si entra nel discorso della squadra di principi del foro messi in campo dai ricorrenti. Ma prima una premessa. Gli «ex» hanno steso una cappa di silenzio su tutta la battaglia legale. «Non vi diremo nulla», aveva promesso poche settimane fa Franz Pahl, presidente della associazione degli ex consiglieri. I titolari di vitalizi decisi a muovere battaglia sono asserragliati nella loro torre, convinti di doversi difendere dai media «che hanno scatenato una guerra contro di noi», come è stato detto molte volte, e dalla stessa opinione pubblica. I ricorsi punteranno sulla illegittimità giuridica di una norma retroattiva che ha ridimensionato le attualizzazioni varate con la legge del 2012. Moltrer, di cui è noto il carattere bonario, inizia a seccarsi: «Se abbiamo percorso la strada della interpretazione autentica è perché fior di costituzionalisti l’hanno giudicata legittima. Cosa penso dei ricorsi? Tutti i giorni sento di persone che non riescono a pagare l’affitto. In un momento simile dovrebbe prevalere la ragionevolezza, capire quando è abbastanza» .

Lo schema della difesa prevede come primo atto il ricorso al Tar di Trento, ma l’obiettivo vero è ottenere una pronuncia della Corte costituzionale sulle due leggi regionali del 2014. Ecco allora scendere in campo lo studio legale di Sergio e Giuliana Dragogna, con sedi a Bolzano e Trento, e la squadra di costituzionalisti cui gli ex consiglieri hanno affidato le loro sorti. Per i nomi è necessario affidarsi alle indiscrezioni. I ricorrenti non forniscono neppure questa indicazione, in base al patto del silenzio. Pahl, unico titolare delle comunicazioni, non risponde al telefono. I big ingaggiati dovrebbero dunque essere Flick, Ruperto e Francesco Saverio Bertolini. Il consulente di riferimento di Pahl era stato Piero Alberto Capotosti, l’ex presidente della Consulta, morto questa estate. Nella galassia dei costituzionalisti si fanno anche i nomi di Sandulli e Luciani.

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