BOLZANO. E' arrivata nei giorni intorno alla fine dell'anno. Una lettera firmata dalla presidente del consiglio regionale Chiara Avanzo con la richiesta di pagare entro 30 giorni è stata recapitata a tutti i consiglieri ed ex consiglieri che ancora non hanno restituito la quota dell’anticipo dei vitalizi. Se entro questo termine gli interessati non verseranno la somma prevista dai decreti firmati dal predecessore della Avanzo, il compianto Diego Moltrer, l'ufficio di presidenza del Consiglio regionale si rivolgerà a Trentino Riscossioni per avviare tutte le procedure di recupero del credito. Nella lettera si citano tutti i passi che la società controllata dalla Provincia di Trento che si occupa della riscossioni delle imposte provinciali e di molti comuni trentini può fare. Si spiega che, una volta passato il termine previsto, si passerà all'ingiunzione tributaria e poi all'esecuzione forzata con il pignoramento di tutti i beni immobili o mobili registrati intestati al politico debitore. Da ultimo, si spiega che i beni verranno messi all'asta. La lettera è stata inviata a tutti, anche a chi ha fatto ricorso al Tribunale ordinario contro i decreti che impongono la restituzione. La prima udienza del procedimento è prevista per l'11 marzo. Questo vuol dire che anche chi ha fatto ricorso rischia il pignoramento dei propri beni se non restituisce quanto richiesto. I politici che non vogliono restituire non hanno avuto ancora il tempo di confrontarsi con i loro avvocati, ma sembra certo che ci sarà un’altra raffica di ricorsi, questa volta davanti alla Commissione tributaria. Infatti, sono proprio i giudici tributari a essere competenti per i provvedimenti di Trentino riscossione, come del resto per quelli di Equitalia. «Non facciamo altro che applicare la legge. Lo faremo nel rispetto delle persone, ma lo faremo»: la presidente del consiglio regionale Chiara Avanzo ha il tono gentile, ma fermo quando spiega perché ha inviato una lettera ai consiglieri e agli ex che ancora non hanno restituito la quota di anticipo dei vitalizi prevista dalla nuova legge: «Quando l’ufficio di presidenza aveva deciso di ottemperare a quanto previsto dalla legge, sono stati inviati ai singoli dei decreti individuali firmati dal presidente Diego Moltrer. Ciascuno di questi decreti conteneva il calcolo di quanto ognuno doveva restituire entro un termine di 90 giorni dalla ricezione. Sono stati inviati a scaglioni. Adesso il termine è scaduto e, quindi, noi abbiamo inviato un’ulteriore lettera con la quale avvertiamo che se entro 30 giorni non ci sarà la restituzione della somma dovuta noi ci rivolgeremo a Trentino Riscossioni per recuperare quanto previsto dalla legge. Una di queste lettere è arrivata anche a Pahl. Lo faremo, come è ovvio nel pieno rispetto della legge, ma anche delle persone». Questo significa che si terrà conto delle situazioni particolari di ciascuno. La legge 4, sottolinea Chiara Avanzo, «prevede la possibilità di dilazionare il pagamento, di sospenderlo per un certo periodo o di rateizzarlo se ci sono particolari situazioni. Se l’avente diritto non ha la somma immediatamente disponibile, basta che contatti l’ufficio di presidenza e troveremo la soluzione. Non ci saranno forzature. Finora ci sono stati alcuni aventi diritto che si sono rivolti all’ufficio di presidenza, facendo presente che hanno una situazione particolare. A queste persone la lettera non è stata inviata perché in questi casi si applicherà la legge che prevede la possibilità di studiare soluzioni ad hoc. La lettera, però, è stata inviata a chi non si è fatto vivo in nessun modo. Se queste persone hanno problemi, lo comunicheranno. Noi abbiamo la massima disponibilità a valutare modalità di restituzione che tengano conto delle situazioni particolari, purché ci sia la volontà di restituire. Se, invece, non avremo notizie neanche nei prossimi 30 giorni si avvieranno le procedure per il recupero delle somme». La presidente risponde anche a chi contesta la decisione di rivolgersi a Trentino Riscossioni: «Il consiglio regionale non deve riscuotere somme di denaro, di solito, per questo finora non c’era una convenzione con Trentino Riscossioni, ma visto che si tratta della società controllata da enti pubblici e che opera sul territorio ci è sembrata la soluzione migliore. In caso di mancato pagamento, ci sarà l’esecuzione forzosa con l’ingiunzione tributaria seguita dal pignoramento dei beni mobili registrati e sugli immobili e poi la vendita all’asta di questi beni. Applichiamo una legge che è il frutto della volontà del consiglio regionale». (u.c.)

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