BOLZANO. Riesplode la bufera sui vitalizi d’oro. Nella Svp la tregua è terminata. Parte l’attacco al presidente Ugo Kompatscher e al collega trentino Ugo Rossi, presidente della giunta regionale. È durissimo Thomas Widmann, vicepresidente del consiglio regionale, e torna a protestare Franz Pahl, a nome degli ex consiglieri. Tanti i fronti aperti, la battaglia riguarda il denaro ancora da restituire e le strategie adottate, compresa la prospettiva di recupero coatto. La scintilla della polemica sono i primi 2,6 milioni di euro recuperati attraverso le restituzioni dei vitalizi e stanziati dalla giunta regionale per finanziare 16 progetti delle Province di Trento e Bolzano per sostenere l'occupazione. Quel denaro è stato «girato» alla giunta regionale dal consiglio regionale. Widmann è furioso, insieme a Veronika Stirner Brantsch, che pure fa parte dell’ufficio di presidenza del consiglio regionale: «Quel denaro non è ancora nella nostra disponibilità, perché ci sono delle cause aperte». Poi l’attacco a Kompatscher, vicepresidente della giunta regionale. Così Widmann: «Kompatscher ha detto che la responsabilità eventualmente sarebbe nostra, del consiglio regionale. Non è corretto che un organismo prenda delle decisioni senza verificare fino in fondo le conseguenze e poi immagini di scaricare su altri le responsabilità. Non è un comportamento da gentleman politico». Poi c’è il tema, che riguarda direttamente Widmann, della restituzione delle quote dei Family Fonds, su cui erano state versate parte delle anticipazioni sui vitalizi. La presidente del consiglio regionale Chiara Avanzo ha chiesto ai titolari delle quote di firmare una dichiarazione per il trasferimento delle proprie quote alla proprietà del consiglio regionale. Alcuni consiglieri, come Widmann, Stirner Brantsch, Alessandro Urzì, Andreas Pöder e colleghi trentini rifiutano di firmare. «No, non firmo, perché la legge del 2014 dice che quei fondi non sono più di nostra proprietà», conferma Widmann, «La settimana prossima proporrò all’ufficio di presidenza del consiglio regionale di aprire una causa con Pensplan, se non procede al trasferimento delle quote, come previsto per legge». La stessa Avanzo accredita però la tesi secondo cui senza la firma dei consiglieri Pensplan non può trasferire le quote al consiglio regionale. Altra mina vagante è la procedura di recupero coatto annunciata da consiglio regionale e giunta regionale, attraverso Trentino Riscossioni, in particolare per il denaro liquido ancora non restituito da numerosi ex consiglieri. Su tutti questi fronti la tensione è talmente alta, che Widmann e Stirner Brantsch sarebbero arrivati a minacciare di togliere l’appoggio alla giunta Kompatscher. È vero? «No, non è vero», risponde Widmann, «quando rompo, lo dico. Ma non voglio sentire parlare di pignoramento, senza che ci sia una sentenza del giudice. Non ci si può prendere una responsabilità del genere». Secondo Pahl, che ha presentato ricorso, la legge del 2014 non regge: «Rossi e Kompatscher sono i principali responsabili di questa situazione e delle incostituzionalità presenti nella legge».