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BOLZANO. È stata bocciata la legge provinciale sulla democrazia diretta. Al referendum che si è tenuto domenica la vittoria netta è andata al fronte del «no», che si è aggiudicato il 65,1%, rispetto al 34,9% andato ai «sì». Non era previsto il quorum e quini il referendum è valido anche se è andato a votare solo il 26,4%. Con la vittoria dei «no» viene cancellata la legge provinciale del 2013 e resta in vigore la legge del 2005. Per il «sì» si era schierata la sola Svp, mentre il no aveva raccolto attorno a sé tutti gli altri partiti e associazioni.

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Interessanti  gliscostamenti tra  risultati  nei diversi comprensori. Rispetto al 65% complessivo a livello provinciale, è Bolzano la roccaforte del No, con l'85,2%. Al polo opposto va invece segnalato il comprensorio Salto-Sciliar, dove il No è arrivato al 57,1% e il Sì al 42,9%. Anche in Venosta, con il No al 59,4%, più basso della media provinciale, si può notare un maggiore effetto della campagna della Svp a favore del Sì.

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L'Iniziativa per più democrazia ha stappato una bottiglia per festeggiare. Per militanti come Stephan Lausch la vittoria al referendum è il premio di . Pesa certo l'affluenza bassa, inferiore alle aspettative . Ma quel che conta, dicono nella sede di via Argemntieri,"è che è stata cancellata una legge che avrebbe tagliato le gambe ai referendum, che quelleLa Svp non  forzature non potranno essere replicate e che ora la discussione riparte dal nostro disegno di legge che dovrà essere esaminato in consiglio provinciale entro la fine dell'anno". Una cosa è scontata, secono l'Iniziativa, "la Svp non potrà più  fare tutto da sola".