BOLZANO. Continuano le legittime proteste degli studenti adulti dell’istituto musicale Vivaldi per la pretesa contribuzione alle spese di mantenimento della struttura ospitante. Ma il contributo per ora rimane. «Ritengo vergognoso che le istituzioni chiedano agli interessati, oltre al pagamento della retta versato al Vivaldi, anche la partecipazione alle spese di affitto delle aule, quando queste dovrebbero essere invece a carico dei Comuni». Lo scrive in una nota Claudio Della Ratta (Psi). Non solo, i Comuni stanno chiedendo, retroattivamente, il contributo di 90 euro per l’anno appena concluso o in fase di conclusione, «ma non è legittimo chiedere un contributo a posteriori, non avendo dato così al corsista la possibilità di evitare l’iscrizione causa il maggior impegno economico».

Dal 12 giugno questi studenti si sono visti recapitare da parte del Comune una richiesta di partecipazione alle spese di gestione, che fa riferimento ad un accordo aggiuntivo per la finanza locale, datato settembre 2013. La legge provinciale prevede però che i Comuni siano tenuti a mettere gratuitamente a disposizione dell’Area Istruzione e Formazione musicale in lingua italiana i locali necessari per l’organizzazione, la realizzazione e l’amministrazione delle attività e che devono provvedere inoltre a sostenere le spese per il regolare funzionamento di tali locali, quali quelle per l’arredamento, corrente elettrica, acqua riscaldamento e pulizia. «E questa legge - così Della Ratta - non dovrebbe poter essere negata da un accordo finanziario». Se “devi mettere gratuitamente a disposizione i locali” e “se devi provvedere a sostenere le spese”, sostiene, «non puoi chiedere un contributo agli alunni, per giunta retroattivo». Più si analizza questa vicenda «e più si individua il pressappochismo dei nostri governanti». Per recuperare qualche migliaio di euro, «generano disparità tra gli studenti adulti (non si è ancora ben capito quali studenti adulti siano colpiti dall’aumento) ed errori di forma (nell’accordo si impone di contribuire alle spese sostenute dai Comuni, ma solo a Bolzano e Bressanone vi è una sede offerta dal Comune, negli altri paesi, come Merano, Brunico, Dobbiaco e in Bassa Atesina, gli studenti sono ospitati nelle scuole ove non vi sono costi di affitto)».

In virtù di tutto ciò, «sarebbe auspicabile l’immediata sospensiva e in seguito l’annullamento della richiesta di pagamento relativa all’anno scolastico 2013/2014, che sembrerebbe illegittima, onde dar modo agli organi competenti di analizzare attentamente la questione, generata da un paradossale e inconcepibile atteggiamento da parte del Consorzio dei Comuni, che, oltre ad essere inspiegabile, dimostra scarsa attenzione e forse limitata conoscenza dell’importante compito svolto da queste scuole musicali».(da.pa)

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