BOLZANO. «Mi hanno mandato via dall'Italia come presunta jihadista, ma io non sono nulla di tutto questo». Diana Ramona Medan, la cittadina romena espulsa dal nostro Paese dopo aver abitato per anni prima a San Giacomo e poi a Collalbo, adesso risiede a Innsbruck.

A scovarla è stata la giornalista Adele Grossi per conto della trasmissione “Tagatà” dall’emittente La7. L'accusa mossa a Ramona Meadn era quella di aver intessuto una fitta rete di rapporti stretti con i terroristi, in larga parte tenuti in modo virtuale utilizzando il web. I residenti di San Giacomo hanno raccontato alla televisione quello che dichiararono al nostro giornale il giorno dopo l'allontanamento. «Non aveva mai detto di venire dalla Romania, ma si definiva tunisina. All'inizio non portava il velo, poi quando ho conosciuto il marito islamico ha immediatamente cominciato a coprirsi».

Fatto sta, però, che se Diana Ramona Medan è considerata pericolosa dall'Italia così non è per la Romania e l'Austria. Lo dimostrano in modo abbastanza eclatante i fatti: vive proprio a Innsbruck. «Almeno sono vicina ai miei cari rimasti in Italia - spiega Roman Medan- . Dicevano che faccio propaganda via internet, ma questo assolutamente non è vero. Addirittura si è detto che ero impegnata nel proselitismo. Quando mi è capitato, ho solo espresso la mia opinione personale».

Ramona, poi, ripercorre il momento dell'espulsione. «Tornavo a Genova dopo una visita in Tunisia dai parenti di mio marito e al porto ho trovato moltissima polizia che mi aspettava. Gli agenti mi hanno intimato di seguirli e mi hanno spedito in Romania senza alcuna spiegazione iniziale».

Da lì però è stata considerata una persona totalmente libera. «Assolutamente, documenti alla mano mi sono potuta muovere come volevo e così sono arrivata in Austria. Le autorità austriache non mi hanno trattato male e mi hanno confessato che loro non lavorano in questo modo: non espellono qualcuno se non hanno prove decisive. Mi pare l’atteggiamento più sensato».

Per le autorità italiane, però, lei era Diane Kauther e nel provvedimento la si giudicava “pericolosa per la sicurezza nazionale”. Il 18 dicembre il Tar sarà chiamato a decidere se sospendere o meno il dispositivo di allontanamento: c’è la possibilità che Ramona venga riammessa sul territorio nazionale. Restano però molte ambiguità nelle posizioni della donna. «Hanno detto che io avrei scritto sul web di essere pronta a combattere al fianco degli jihadisti - ribatte - ma non è vero nemmeno questo».

Quando si tocca nel vivo la politica dell’estremismo, l’atteggiamento si fa più equivoco. «Mi astengo da qualsiasi giudizio sull'operato dell'Isis. Se c'è un conflitto, è quello dei Paesi più potenti che stanno bombardando i più deboli. Ecco perché la guerra è arrivata in Europa. La gente che vive lì soffre di queste violenze ogni giorno. Può essere che sotto le bombe e nel dolore qualcuno cerchi di difendersi. Ne ha il diritto».

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