BOLZANO. Più di 700 progetti di spazio giochi promossi in 40 anni, 4 “Ludobus” a disposizione, 23 sedi sparse su tutto il territorio provinciale, 5 strutture “Case gioco”, migliaia di attività, iniziative, progetti lanciati in tutto l’Alto Adige e un articolo di legge che oggi garantisce il “diritto al gioco” dei bambini. Chissà se nel 1974 i fondatori del Vke avevano anche solo immaginato quanta strada avrebbe percorso la loro associazione. Un ente che è diventato una delle colonne portanti dell’associazionismo provinciale, che ha cresciuto decine di generazioni di giovani e ha aiutato altrettante generazioni di genitori. E ieri questi 40 anni sono stati festeggiati al Museion da autorità politiche, personalità della comunità, amici e volontari dell’associazione. Tra loro non poteva mancare il direttore Roberto Pompermaier che ha fatto gli onori di casa.

«Tutto è nato nella primavera/estate del 1973 - ha raccontato - quando 170 mamme di Gries hanno fatto una raccolta firme per chiedere al Comune di Bolzano di costruire un parco giochi. Vendendo che l’amministrazione non si muoveva hanno deciso di costituire un’associazione. Era l’11 novembre 1974 quando è nato il Vke. All’epoca tutte quelle signore avevano pensato di nominare come presidente un uomo, per dare più autorevolezza all’ente. Ma già dall’anno seguente hanno nominato una donna e così è stato fino ad oggi. L’anno dopo nacque il parco giochi di Parco Ducale. Poi cominciarono a prendere in affitto un furgone e ad andare anche in altre realtà a portare allegria e strutture per i bambini. Iniziarono a nascere le sedi di Brunico, Merano e Bressanone del Vke e nell’82 l’associazione spinse la Provincia ad inserire nella legge sull’urbanistica un articolo che stabiliva 3 metri quadri di parco giochi per ogni abitante. Una norma rivoluzionaria, oggi ancora efficace e operativa». Poi ci sono state le decine di migliaia di iniziative, di progetti e i tantissimi bambini accompagnati nella loro crescita. «Ma non è finita - ha concluso il direttore -adesso stiamo lavorando a come garantire nei diversi comuni il diritto al gioco dei nostri ragazzi lavorando sui progetti di urbanistica».©RIPRODUZIONE RISERVATA