BOLZANO. A tre mesi dall’apertura del nuovo cinema multisala, cerchiamo di capire come sta cambiando il “panorama” bolzanino. C’è da capire se l’apertura dell’Uci al Twenty è stata e sarà un successo, se le altre multisala hanno subito contraccolpi, se davvero ci può essere un nuovo boom del cinema, infine se la città produce una richiesta tale da giustificare l’offerta di così tante strutture. Prima tappa, Twenty.

Twenty/Uci. Chiediamo un appuntamento con il direttore e ci troviamo davanti un atletico 26enne in completo blu e scarpe da running. La sorpresa rientra subito: «Sono giovane – ci dice il bolzanino Gianmarco Bazzoni – ma sono laureato in Economia, ho fatto il ricercatore e lavorato un po’ in banca prima di affrontare quest’esperienza. Ho visto il bando, partecipato alle selezioni e ora sono qui. C’è tanto da lavorare, devo gestire 15 dipendenti, tutti giovani, quasi tutti bolzanini che hanno un contratto a tempo determinato».

L’Uci fa parte di una catena di multisale. «È un gruppo europeo, che gestisce sale in Inghilterra, Irlanda, Germania, Austria, Spagna, Portogallo e Italia. Qui in Italia ci sono 47 sette cinema multisala, alcuni con oltre venti sale».

Ma c’è una filosofia, dietro al progetto Uci Cinemas? «La parola d’ordine è coltivare una “vision”, ovvero lavorare seguendo sei valori che sono passione, acume, responsabilità, fiducia, rispetto, divertimento. In sintesi, vogliamo creare entusiasmo in quelli che noi trattiamo come ospiti, non come spettatori qualunque». Ma veniamo alle cifre: soddisfatti dell’avvio? «È andata secondo le previsioni, quindi bene. Nel weekend facciamo dai due ai tremila spettatori, il venerdì intorno ai 500 – dipende dal meteo – e dal lunedì al giovedì una media di 2-300. Certo le cifre sono condizionate dalle festività e da film come quello di Zalone. Ma l’importante è che chi frequenta il centro commerciale si è accorto di noi e incomincia a frequentarci con costanza». Il target? «Tanti giovani ma anche tanti adulti e tante famiglie». E la concorrenza? «Non copiamo e non imitiamo. Badiamo solo ad aumentare la qualità. La scelta dei film viene fatta in sede, a Milano, ma noi possiamo dare indicazioni, proporre produzioni locali, curare rassegne. Soprattutto cerchiamo di tirare fuori qualche idea per i giorni meno frequentati: il lunedì facciamo un film d’essai, il mercoledì in lingua originale, la domenica mattina film per i bambini, e poi abbiamo in mente di coinvolgere le scuole». Essere dentro un centro commerciale, aiuta. «Siamo quello che mancava, e abbiamo in programma varie iniziative per collaborare col Twenty, siamo utili gli uni agli altri».

Capitol/filmclub. Da 15 anni attivo nella multisala del Capitol, il Filmclub si è visto aprire prima il Cineplexx nel 2009 e ora l’Uci. Con quale spirito affronta la sfida e la concorrenza ce lo spiega Oswald Lang, del direttivo dello storico cineclub. «Non è una guerra, come hanno scritto i giornali. È una sfida che non ci riguarda, perché Uci propone la stessa programmazione del Cineplexx, mentre il Filmclub punta sul cinema di qualità e su un pubblico legato appunto a questa qualità. Certo qualche contraccolpo potrebbe esserci e del resto il nostro pubblico è sceso dagli 85 mila spettatori del 2014 ai 77 mila del 2015, ovvero un 13%. E non certo per colpa dell’Uci perché la nuova multisala ha aperto a ridosso di Natale». Ci sono però film che non sono commerciali ma che diventano blockbuster, come quelli di Tarantino e di Woody Allen. Film che finiscono in tutt’e tre le sale bolzanine. «È vero, ma sono scelte delle agenzie di distribuzione, non nostre, e del resto Tarantino e Woody Allen sono cinema di qualità, anche se incassano parecchio. Del resto con Tarantino noi abbiamo incassato 5000 euro, come l’Uci, mentre il Cineplexx con “The hateful eight” ne ha incassati 10 mila».

La prima differenza fra Uci e Cineplexx da una parte e Filmclub-Capitol dall’altra, è rappresentata dai popcorn. Che non sono solo un dettaglio: incoraggiare il pubblico a dotarsi di vaschette di popcorn e di una bibita da consumare durante la proiezione è uno stile, un modo di concepire la visione del film. «Uno stile che evitiamo da sempre. Assolutamente. Prima di ogni proiezione facciamo la pubblicità contro i rumori (cellulari, eccetera) e contro il cibo in sala. Magari ai ragazzini abituati al popcorn non piacerà, ma su questo punto non vogliamo cedere. Anche volessimo cambiare idea, non potremmo permetterci di avere il personale per ripulire le sale dopo le abbuffate».

Dunque concorrenza sui titoli. «In realtà c’è una spartizione del pubblico: ognuna delle tre multisale può avere la sua fetta. Per quanto riguarda, ad esempio il film di Checco Zalone che ha incassato moltissimo dopo Natale, lì la sfida l’ha vinta nettamente l’Uci. La sfida, sul commerciale, è fra Cineplexx e Uci, e si gioca su dettagli come il parcheggio e il popcorn, perché la loro programmazione è la stessa, sia in lingua italiana sia in tedesco». Dunque il Filmclub non reagisce attaccando ma resistendo. Fino a che punto potrà permettersi di perdere pubblico, se questo avverrà?

«Fino a quando il pubblico ci seguirà e fino a quando l’ente pubblico ci finanzierà. Da parte nostra ce la metteremo tutta per proporre film d’essai – la produzione del 2015 non è stata indimenticabile… - e rassegne interessanti. Dovremo però puntare a ringiovanire il pubblico, ad avere un ricambio. E questo non sarà facile, finché la differenza la farà il popcorn». Ma possiamo dire che a Bolzano ora ci sono “troppe” sale cinematografiche ? Come appassionati di cinema - chiude Lang, non possiamo che essere felici che ci sia tanto cinema. Ma la nuova sala non ha aggiunto una migliore offerta, ha solo creato un vantaggio logistico per chi abita in un’altra zona della città. Noi ci auguriamo che le sale non siano troppe: a livello europeo ci sono dati promettenti su un incremento di interesse e di pubblico nelle sale, speriamo che qualcosa si muova anche qui».

Il Cinepleex. Sette sale con 1500 posti, grande spazio bar con i popcorn protagonisti incontrastati, il Cineplexx di via Macello è una multisala – una filiale della austriaca Konstantin - attiva a Bolzano dal 2009. Per sei anni ha rappresentato l’unica alternativa al Capitol, portando al cinema quei giovani e giovanissimi che da anni non si vedevano alla cassa di una sala cinematografica. La nascita di una nuova multisala, l’Uci al Twenty, costringe ora il Cineplexx ad affrontare una concorrenza che punta sullo stesso “prodotto” (film commerciali e blockbusters), sullo stesso contorno (popcorn), e con un grande parcheggio gratis. Recentemente è stato aperto un parcheggio provvisorio in zona riservato ai clienti, in attesa di una soluzione più adeguata. Ma al di là del parcheggio e del popcorn, su come abbia intenzione di fare concorrenza alla nuova sala del Twenty non si sa: la sensazione netta è che vada per la propria strada senza strategie particolari.

E lo si deduce dal fatto che Marlene Sebastiani, direttrice della multisala bolzanina, non accetta interviste, oltre che dal fatto che la programmazione, a due mesi dall’apertura dell’Uci, non ha virato di un grado. Come la concorrenza, propone tessere e sconti, in più ha la rassegna dedicata all’Opera live, che ha un biglietto d’ingresso impegnativo: 32 euro.