BOLZANO. Ci starà tutto in venti metri quadrati: i vecchi dischi in vinile, i nuovi cd, le chitarre e gli amplificatori. Persino una batteria. È il nuovo piccolo tempio bolzanino della musica, quella da vendere a chi non si arrende al digitale e al virtuale. In Via Fago 48B, giusto di fronte al Convitto Nazionale, in quella che è stata a lungo un macelleria e che da quattro anni era un locale tristemente vuoto, è aperto da ieri un negozio che va decisamente, clamorosamente, controcorrente.

È la corrente dell'omologazione e della globalizzazione, dei negozi monomarca e delle multinazionali. Mentre sotto i Portici le storiche boutique delle cornici, delle pipe, degli stendardi, lasciano il posto ai grandi magazzini e ai monomarca, ecco che - fuori moda e apparentemente fuori mano - inizia l'avventura di un negozietto che crede nel rilancio del vinile, nella rivincita della musica da collezionare negli scaffali piuttosto che da comprimere dentro un ipod o un ipad, asetticamente virtuale.

È la piccola grande avventura di Paolo Izzo e del suo sogno di vivere appieno il ruolo di ambasciatore del rock indipendente all'estrema periferia dell'impero (della musica): bolzanino, 34 anni, un lavoro fisso alla cooperativa sociale Altri Mondi, cinque anni or sono lanciò l'etichetta indipendente Riff Records assieme all'amico Matteo Meloni, con l'obiettivo di dare spazio alle giovani band locali, aprendo però i confini anche al rock "indie" italiano. Con buoni risultati almeno "culturali" se non economici.

Ora, l'idea di aprire un negozio specializzato: «Vendiamo strumenti musicali di tutti i tipi e poi i dischi: vinili e cd - ci spiega Paolo Izzo, mentre cerca il posto giusto ai dischi ancora imballati -. A chi? Direi soprattutto ai giovani, che sono quelli che seguono la scena "indie". E poi c'è un pubblico adulto che ama collezionare il vinile, e avendo tremila titoli in catalogo possiamo ordinare quello che non abbiamo e fornirlo in 48 ore. Comunque non si tratta di una sfida fra vinile e web, e musica scaricata, insomma. Oggi la maggior parte dei dischi in vinile riporta un codice che ti consente poi di scaricare la stessa musica da internet. Proponiano anche servizi di amplificazione per i concerti, e la stampa dei dischi. La massima ambizione? Diventare un punto di riferimento, di incontro. Per musicomani e per musicisti».

E la concorrenza bolzanina, gli altri negozi insomma, che già di loro sopravvivono alla crisi del disco? «Non vogliamo fare concorrenza, piuttosto creare nuova attenzione verso il rock indipendente, quello libero dalle etichette multinazionali, grazie a uno stretto collegamento fra il negozio e l'etichetta discografica. Il negozio, infatti, si chiama Riff Records Store». In realtà, all'esterno manca ancora l'insegna, ma non c'è fretta: «Abbiamo già aperto, ma la festa d'inaugurazione sarà l'8 ottobre, quando apriremo ufficialmente con un evento aperto a tutti. Appuntamento alle 11 del mattino con quello che diventerà poi un concerto, affidato alla voce e alla chitarra del cantautore Bob Corn. E, a proposito di concerti, posso annunciare che nel 2012 cureremo il tour americano dei bolzanini VeryShortShorts, di cui sforneremo il nuovo disco il prossimo 2 novembre».

Se Riff Records valorizza la musica indipendente italiana, faticherà a rivolgersi ai giovani sudtirolesi. «Non credo: oggi la scena "indie" italiana canta quasi esclusivamente in inglese. L'obiettivo è quello di specializzarci nel nostro settore puntuando molto sul vinile. All'estero ci sono segnali forti di una ripresa del 33 giri. Pensi che ai concerti di band anche poco conosciute, il pubblico oggi pretende il vinile. Molti non vogliono più il cd, che francamentre mi sembra destinato all'estinzione».

Se si parla di vinile, si parla di deejay. «È vero, ma loro attingono ad un repertorio lontano da quello che noi cerchiamo di valorizzare, alla musica dance e dintorni, remix vari...». Un altro mondo: infatti qui, nei venti metri quadrati del Riff Store, il primo vinile in cui ci s'imbatte è "Sliver", un 45 giri dei Nirvana. Roba da intenditori, insomma.