BOLZANO. Bolzano si dà una data per iniziare a volare sul serio: il 2017. Ma tutto quello che verrà prima sarà ben accetto. E il "prima" potrebbe essere, nell'ordine: i voli regolari per Roma da ripristinare con un operatore in linea con quelli precedenti e i charter stagionali. Il 2017 perché le condizioni per fare le cose per bene e non in fretta sono due, l'allungamento (minimo) della pista e il referendum alle spalle (primavera 2016). Tutto questo lo dice Otmar Michaeler: «Qui non si fanno le cose in fretta. In passato sono state fatte e non hanno portato niente di buono. Il nuovo piano operativo di ristrutturazione sarà pienamente operativo tra due anni scarsi».

Il resto? «Tutto il resto - dice il presidente di Adb - si può fare nel frattempo se le condizioni lo consentiranno. Ma sarà l'ordinario. E fuori dal piano di sviluppo strategico. Che prevede nuovi voli, nuova pista e nuove possibilità di riallineamento economico». Questo è quello che accadrà. E che i vertici dell'aeroporto hanno aggiunto ufficialmente alla marea di dati già forniti il giorno prima. E che sono arrivati, nella sala di San Giacomo con vista sui lavori nella pista, il giorno dopo l'approvazione in giunta provinciale dell'intero"corpus" delle norme su San Giacomo volute da Kompatscher e discusse subito dopo in consiglio provinciale. Poi ci sono due questioni comunicate in modo ufficioso ma che offrono il senso strategico dell'operazione.

La prima è che Bolzano conta di collegarsi ad altri tre "hub" oltre a quello classico che è Roma. E si tratta di Vienna, Amsterdam e Londra. "Hub" significa aeroporti internazionali con collegamenti transcontinentali regolari. In sostanza: si parte da Bolzano per New York con un solo scalo intermedio. Londra è la novità, Vienna è la porta verso l'est europeo.

L'una e l'altra vanno anche nella direzione prospettata da Alto Adige Marketing. Che ha detto: italiani e tedeschi ormai hanno raggiunto il loro limite, nuovi bacini turistici potranno essere solo quelli che non possono essere attratti dall'A22 ma dai voli regolari. E cioè anglosassoni e russi. La seconda questione è che Bolzano sta trattando, per agganciarsi ad un vettore intermedio, con almeno 70 compagnie. Questo è il "bacino". Tra queste ci sarà la o le prescelte. Ma dovranno essere compagnie in grado di muoversi tra due hub. Per poter tenere gli aerei sempre in movimento e non costretti a fermate profondamente antieconomiche.

I voli, secondo i vertici di Abd, non saranno aumentati di molto perché l'obiettivo di 170mila passeggeri l'anno sarà raggiunto sfruttando aerei più capienti.

Come i Boeing 730, ad esempio. E comunque molto più silenziosi rispetto ad un treno o ad un tir che sferragliano lungo la Bassa Atesina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA