BOLZANO. Lo scandalo Volkswagen, almeno per ora, sembra aver toccato Bolzano solo marginalmente. Per il nuovo non ci saranno ripercussioni di sorta perché in vendita ci sono solo veicoli Euro 6 mentre per l’usato potrebbe arrivare qualche indicazione dalla casa madre nei prossimi giorni. Per ora, in ogni caso, non ci sono comunicazioni ufficiali. E nessuno, nella concessioniaria del capoluogo, se la sente di parlare. Almeno ufficialmente.

Tanti bolzanini sono andati in via Lancia a chiedere lumi e a farsi spiegare se le loro vetture rientrano o meno nel milione di auto italiane con il software alterato. Ciò che è chiaro, per adesso, è che il ritiro o l’eventuale sostituzione dovranno essere decisi dalla casa madre. O dal ministero dei trasporti.

La situazione, dunque, in questo momento vede un concessionario che continua la propria attività senza particolari scossoni (l’eventuale danno di immagine sui dati di vendita si potrà valutare solo tra qualche mese).

Per quanto riguarda l’offerta del nuovo tutti i modelli sono ormai «Euro 6», quindi assolutamente privi dei componenti sotto accusa. Sull’usato, invece, qualche timore rimane perché comunque i modelli e i marchi sono diversi. Niente di bloccato, ma qualche cautela, ovviamente, viene presa. Nei giorni scorsi si era sparsa la voce di una possibile decisione forte dei nuovi vertici di Volkswagen con il richiamo di 11 milioni di vetture, uno dei quali in Italia. Ancora, però, non ci sono stati riscontri operativi. Lo stesso ministero italiano dei trasporti, che potrebbe disporre il fermo, attende che il quadro sia più chiaro prima di intervenire in modo così invasivo sul mercato e sulla vita quotidiana di migliaia di famiglie. In tutto questo Auto Brenner resta in attesa di indicazioni dall’alto. Vale la pena ricordare, comunque, che i modelli sotto accusa sono quelli con il motore 4 cilindri a gasolio Tdi di tipo EA189. Un common rail utilizzato da 30 anni sulle vetture del gruppo. Si tratta, comunque, solo di macchine marchiate Volkswagen, Audi, Seat e Skoda vendute tra il 2009 e il giugno di quest’anno. Vero è, inoltre, che la cilindrata che ha scatenato la bufera negli Stati Uniti è la 2 litri (2.0 Tdi), ma in Europa lo stesso sistema potrebbe essere stato montato anche sui turbodiesel con la cilindrata 1.6. Preoccupano, infine, le voci americane su un possibile allargame nto dello scandalo anche a Bmw.

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