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TERMENO. La cantina Elena Walch di Termeno è una delle aziende di spicco dell’Alto Adige ed è guidata da tre donne di grande carattere: la signora Elena e le figlie Julia e Karoline. Elena Walch proviene da tutt’altro ambiente e formazione: nata e cresciuta a Milano, ha studiato architettura e lavorato per dieci anni in quel settore. Poi, l’amore e il lavoro, l’hanno portata a trasferirsi nella terra d’origine dei genitori, che le hanno sempre parlato dell’Alto Adige «come di una fiaba». È qui che Elena, a contatto con l’azienda vitivinicola del marito Werner Walch, discendente di una delle più antiche dinastie di produttori della zona, ha scoperto la propria passione per il vino. «Il forte rapporto con la natura e l’attenzione per il gusto e l’olfatto mi hanno affascinata da subito e da architetto ero abituata a creare nuovi progetti». Così, a 38 anni, Elena ha lasciato il proprio lavoro per dedicarsi al vino. Convinta che la qualità di una bottiglia nasca prima di tutto in vigna, all’inizio degli anni ’90, ha puntando sulle basse rese per ettaro e sulla diversificazioni fra varietà autoctone ed internazionali. «All’inizio non è stato facile farmi valere in un modo che era prettamente maschile». Grazie alla tenacia e ai risultati ottenuti, Elena si è conquistata la stima dei colleghi uomini e ha contribuito alla rivoluzione qualitativa del vino altoatesino. Le figlie Julia e Karoline hanno seguito strade diverse che alla fine le hanno portate allo stesso punto: l’azienda di famiglia. Julia, che pensava di fare tutt’altro nella vita, si è laureata in storia in Francia ma poi ha capito che era il vino ciò di cui voleva occuparsi, così ha seguito un master in enologia e commercio internazionale. Karoline dopo la laurea in economia e commercio, ha proseguito gli studi in Australia, dove si è specializzata in enologia, marketing e business del vino. «Non ho mai voluto imporre niente alle mie figlie», assicura Elena - perché volevo che si dedicassero a ciò che le appassionava, come ho fatto io». Una delle cose più importanti che la mamma ha insegnato loro è che bisogna saper trasmettere i propri prodotti: «Puoi anche fare il vino migliore del mondo ma se non sai comunicarlo non lo saprà mai nessuno». Julia e Karolina hanno portato in cantina nuove visioni e progetti. Uno fra tutti l’Argentum Bonum: «Abbiamo fatto maturare alcune delle nostre perle – 500 bottiglie di Gewürztraminer Kastelaz e 500 di bottiglie di Beyond the Clouds – in una miniera in val Ridanna e le abbiamo messe a confronto con quelle maturate in cantina». Il risultato è stato che i vini Argentum Bonum invecchiano meglio e più lentamente, sono più complessi e dotati di maggiore mineralità. L’azienda Walch produce 500.000 bottiglie l’anno, per un totale di 29 etichette che raccontano una grande passione.
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