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Bolzano. Manfred Weber, bavarese della Csu, capogruppo del Ppe a Bruxelles, è il candidato che lo stesso Ppe lancia come presidente della Commissione europea, per la successione a Jean-Claude Juncker. Ieri la sua tappa elettorale a Bolzano e alle Cantine Rotari di Mezzocorona per lanciare Herbert Dorfmann (Svp) alle europee. In sala in Trentino i tradizionali alleati del Patt e i nuovi, cioè Forza Italia con Mario Malossini. Weber ha detto no a nazionalismi e populismi: «Il 26 maggio sarà un giorno fondamentale per il futuro di tutti, per ridare forza alla stabilità e voltare le spalle a populismo e nazionalismo». Ma in puro stile democristiano ha evitato di attaccare Matteo Salvini, evitando di metterlo nel novero dei nazionalisti, mentre ha avuto parole dure per Marine Le Pen e per l’Afd tedesca. Strategia territoriale, come ha spiegato a chi gli chiedeva conto in privato di questa prudenza. L’applauso maggiore l’ha strappato parlando delle comuni radici cristiane dell’Europa. Dice no all’ingresso nell’Unione della Turchia.Mai come in questo periodo l’Europa viene contestata e attaccata. In Italia è al minimo di popolarità. Cosa fare? «In questo momento l’Europa è con le spalle al muro e bisogna reagire. Io ho 46 anni e si può dire che la mia sia la prima generazione che ha vissuto completamente in pace, così Weber, «grazie all’intuizione di Alcide Degasperi, di Robert Schuman, di Konrad Adenauer. Per questo dobbiamo difendere l’Europa e opporci ai nazionalismi che stanno prendendo piede». Ma i sovranisti raccolgono sempre più consensi. «Ci sono preoccupazioni che accomunano tutti. La salvaguardia dei confini è tra queste. Devono essere gli stati che decidono chi entra in Europa. Non possono essere gli scafisti a deciderlo. Però, non siamo razzisti. Dobbiamo garantire i confini, ma allo stesso tempo non possiamo negare la dignità o i diritti delle persone», risponde Weber. C’è possibilità di un accordo con la Lega di Matteo Salvini dopo il voto? «Il mio approccio è chiaro: noi collaboriamo con i partiti che lavorano per un Europa forte. Questo è il mio obiettivo. Penso che Salvini sia stato molto offensivo nei confronti dell’Unione Europea». L’Europa è solo affari ed economia o ci sono anche valori comuni da difendere? «Se si dovesse sorvolare tutta l’Europa si potrebbero vedere abitudini, tradizioni, usi, costumi e anche piatti diversi. Però, c’è una cosa che accomuna tutti i Paesi europei. In ogni piazza troverete una chiesa cristiana. La cosa che abbiamo in comune tutti sono, appunto, le nostre radici cristiane. E io sono fiero di queste radici».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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